A Roma l’ultimo abbraccio dei figli
Stefano e Giovanni da ieri nella capitale: accoglieranno la salma e la riporteranno a casa
CAPOTERRA. Saranno lì ad accogliere la salma del padre, che sino a pochi giorni fa erano convinti di poter riabbracciare vivo al termine del sequestro incubo in Libia. Stefano e Giovanni Piano, due dei tre figli di Fausto, sono partiti ieri mattina per Roma per attendere l’arrivo della bara. La famiglia del tecnico ucciso a Sabratha resta in silenzio e respinge con cortese fermezza qualsiasi tentativo di “avvicinamento”: «Non è il momento di parlare – spiega una donna al telefono – rispettate il nostro desiderio di riservatezza». Anche la casa in via Carbonia 12 si apre solo per pochi intimi: parenti, amici di famiglia con i quali poter parlare liberamente. Per il resto, dalle ore immediatamente successive alla notizia della tragedia, la famiglia Piano ha scelto un profilo bassissimo. Lo stesso che ha mantenuto negli oltre sette mesi di attesa, da quella sera di luglio in cui Faustò finì nelle mani dei rapitori mentre andava a lavorare insieme ai tre colleghi della Bonatti.
Nessun commento. L’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che assiste Rosalba Failla, la moglie di Salvatore, ucciso insieme a Fausto, non è stato contattato dalla famiglia Piano alla quale aveva offerto in via indiretta il suo sostegno. E, a differenza della signora Failla, i Piano non hanno esternato pubblicamente la rabbia per quanto accaduto al loro caro. Hanno solo espresso, in maniera piuttosto sussurrata, il desiderio di chiarezza, la richiesta di conoscere la verità su quanto successo in quelle ultime drammatiche ore. Un epilogo assolutamente inatteso, per la famiglia Piano, che attendeva fiduciosa il rientro a casa di Fausto.
Le stranezze. Una settimana fa i figli di Fausto Piano erano sereni. Nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto. I contatti con la Farnesina erano frequenti, sembrava che si stesse avvicinando il lieto fine della terribile vicenda. Invece qualcosa è andato storto. Ma che la situazione stesse prendendo una brutta piega in realtà si era già intuito all’inizio di febbraio, quando all’Aise, l’agenzia dei servizi segreti, c’era stato un improvviso ribaltone ai vertici: sotto accusa la gestione del rapimento dei tecnici in Libia, venne fuori che sino a quel momento erano state seguite piste sbagliate che avevano condotto fuori strada.
Il ritorno a acasa. Il ministro Gentiloni ha detto che le salme di Piano e Failla oggi saranno a Roma. Impossibile capire quando potranno rientrare a casa per i funerali. Capoterra aspetta, in silenzio e listata a lutto, il ritorno del suo concittadino.
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