Gli Usa frenano sulla missione «Deciderà l’Italia»
Prima l’endorsement al ruolo guida dell’Italia in un eventuale intervento militare in Libia. Poi i numeri sugli uomini che Roma potrebbe schierare. Ora gli Stati Uniti frenano: «Spetta all’Italia...
Prima l’endorsement al ruolo guida dell’Italia in un eventuale intervento militare in Libia. Poi i numeri sugli uomini che Roma potrebbe schierare. Ora gli Stati Uniti frenano: «Spetta all’Italia decidere e definire i dettagli del suo impegno». È lo stesso ambasciatore americano a Roma, John Phillips (foto), a tre giorni da un’intervista in cui parlava di 5mila militari italiani, a precisare: «Non si è trattato di un suggerimento o di una raccomandazione da parte degli Stati Uniti» si legge in una nota. «Ho solo detto - spiega - che l’Italia ha pubblicamente indicato la sua volontà di inviare circa 5mila italiani. Per la preparazione e la tempistica, si tratta di decisioni che non sono state ancora prese».
Da Washington anche il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner parla di piena sintonia con l’Italia sulla necessità di vedere un governo di unità nazionale in Libia per «poi lavorare con il nuovo esecutivo» per fronteggiare la minaccia dell’Is.
Un freno era stato posto già domenica dal premier Matteo Renzi: «La guerra non è un videogioco, è una cosa seria - e bisogna aver rispetto per le parole. Con 5mila uomini a fare l’invasione della Libia, l’Italia con me presidente non ci va».
L’opposizione critica la scelta del premier di parlare in tv, anziché in parlamento. Sarà invece Gentiloni a fornire domani - al Senato e poi alla Camera - un’informativa urgente. In Aula il ministro ribadirà probabilmente qual è la condizione necessaria senza la quale, per il governo italiano, una missione militare non è neanche ipotizzabile: e cioè che sia un esecutivo libico unitario a chiederla. Ma il governo di unità nazionale mediato dall’Onu tarda a vedere la luce per l’incapacità del parlamento “legittimo”, insediato a Tobruk, di dare la fiducia alla squadra del premier designato Fayez Sarraj.
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