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numeri in rosso

Nord, situazione critica: «Agenti dimenticati»

di Dario Budroni
Nord, situazione critica: «Agenti dimenticati»

SASSARI. Il tasso di sicurezza precipita insieme ai numeri in rosso. Il quadro del nord Sardegna segue l’impietosa linea nazionale e in alcuni casi si spinge addirittura oltre. Gli agenti sono sempre...

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SASSARI. Il tasso di sicurezza precipita insieme ai numeri in rosso. Il quadro del nord Sardegna segue l’impietosa linea nazionale e in alcuni casi si spinge addirittura oltre. Gli agenti sono sempre meno, i ventenni sono merce rara e le pantere sembrano in via di estinzione. Le cifre parlano piuttosto chiaro: in tutta la provincia (storica) di Sassari, che è la quinta per vastità in Italia, i poliziotti in servizio sono solo 432. E il problema è che dovrebbero essere almeno 600. Nel dettaglio la musica non cambia. Sono 214 i poliziotti in servizio nella questura di Sassari, fino a una decina di anni fa erano quasi il doppio. Nel commissariato di Olbia si contano 68 poliziotti: ne servirebbero molti di più. Pochi uomini. Per capire meglio la questione è bene puntare dritti al cuore del problema. Cioè contare i poliziotti sulla strada. La squadra volante di Sassari attualmente è per esempio composta da 45 unità. «Fino a non troppi anni fa erano 80 – spiega Massimiliano Pala, segretario provinciale della Consap –. Stessa cosa a Olbia: i poliziotti della volante sono circa 20, assolutamente insufficienti». La squadra mobile di Sassari, cioè l’ufficio investigativo, non se la passa di certo meglio. Le unità sono 25 contro le 55 di qualche anno fa. A Olbia, invece, il settore anticrimine conta 10 uomini appena. «Se pensiamo agli abitanti e alle caratteristiche delle due città, questi sono numeri bassissimi» aggiunge Pala.

Armi e mezzi. Le auto a spasso per la città sono sempre meno. «Capita molto spesso che per le strade di Sassari ci sia soltanto una auto – continua il segretario Consap –. Per non parlare poi del loro stato: infatti molte auto hanno tanti anni di servizio e troppi chilometri sul groppone». Una delle questioni più delicate è quella relativa alle armi. È vero: le armi lunghe sono vecchie di quasi 40 anni. «Però ci tengo a sottolineare che sono perfettamente funzionanti. Comunque so che si sta pensando di sostituirle» specifica Pala. I giubbotti antiproiettile, invece, sono stati sostituiti non molto tempo fa. Ma il numero è inferiore a quello dei poliziotti.

Pochi giovani. Il turnover non va di moda neanche in polizia. «Noi siamo professionisti, abbiamo anni di esperienza alle spalle – continua il sindacalista –. Ma abbiamo bisogno anche di forze fresche, di più giovani. Insomma, servono numero e forze adeguati alla realtà delle città in cui operiamo. Noi ce la mettiamo tutta, però i numeri sono risicati dappertutto. Sassari e Olbia, per esempio, sono due città grandi e che hanno necessità di più poliziotti».

La critica. Nel mirino delle proteste ci finiscono ovviamente i governi. «Sì, perché stiamo pagando anni di politiche scellerate portate avanti da governi di centrosinistra e centrodestra». Poi una battuta sull’allarme sicurezza lanciato due giorni fa dal deputato di Unidos Mauro Pili. «Sinceramente mi sono un po’ stancato di questo teatrino – conclude seccato il segretario Consap –. Ci si ricorda della polizia solo quando si sta all’opposizione. Quando si governa, invece, ci si dimentica subito».

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