Aias, sindacati all’attacco: i dipendenti senza stipendio
SASSARI. Una serie di questioni aperte, rapporti tesi tra i dipendenti e i datori di lavoro, con i sindacati sul piede di guerra che chiedono alla giunta regionale di intervenire in maniera decisa...
SASSARI. Una serie di questioni aperte, rapporti tesi tra i dipendenti e i datori di lavoro, con i sindacati sul piede di guerra che chiedono alla giunta regionale di intervenire in maniera decisa nella vicenda Aias. Possibilmente, dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica, con scelte discontinue rispetto al passato. Il caso Decimomannu, l’inchiesta sui maltrattamenti subiti da alcuni ospiti della struttura – anziani e disabili – è una ferita ancora aperta. I sindacati sottolineano la necessità di dare risposte rassicuranti sia ai lavoratori che operano nelle strutture gestite dalla famiglia Randazzo – centri Aias e Fondazione Stefania Randazzo: «La delicatezza del servizio e il giusto riguardo che richiede il tipo di utenza e gli stessi lavoratori-professionisti non deve prescindere da un nuovo patto contrattuale e sociale, vincolante e rigoroso, tra le Asl e la struttura alla quale verrà affidato il servizio», dicono Nino Cois (Cgil), Davide Paderi (Cisl) e Fulvia Murru (Uil). I sindacalisti sono reduci da un incontro sull’argomento all’assessorato alla Sanità «al quale non era presente l’assessore Arru. Al tavolo abbiamo ribadito le posizioni e le criticità della vertenza e abbiamo chiesto un piano a medio lungo termine». I rappresentanti sindacali hanno sottolineato i ritardi con cui i dipendenti Aias ricevono gli stipendi: un problema ormai diventato cronico, con l’accumulo di mensilità arretrate. Cgil, Cisl e Uil criticano quello che l’assessorato non ha fatto: per esempio, «uno degli impregni concreti che ci si aspettava era il superamento degli intoppi che hanno di fatto bloccato l’erogazione diretta degli stipendi da parte delle Asl, imponendo all’Aias la consegna delle buste paga. Stessa situazione riguarda la Fondazione e anche su questo versante occorre definire in tempi brevi una soluzione». I lavoratori, esasperati dai ritardi, hanno chiesto più volte di ricevere gli stipendi dalle aziende sanitarie, prelevati dal fondo che la Regione eroga a favore delle strutture accreditate. In passato le Asl sono state chiamate in causa come corresponsabili dei ritardi, ma le aziende hanno dimostrato di avere regolarmente provveduto a girare le somme ai titolari dei centri. Che invece non sarebbero stati altrettanto puntuali nel distribuire le buste paga ai dipendenti.
I sindacati si dichiarano profondamente insoddisfatti dell’esito dell’ultimo incontro alla Regione e annunciano nuove mobilitazioni per uscire dall’empasse, coinvolgendo nella vicenda direttamente il presidente della giunta Francesco Pigliaru.
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