Bollette, Abbanoa invita alle conciliazioni
CAGLIARI. Abbanoa vuole in ogni modo recuperare la fiducia dei sardi e forse ci sta riuscendo nonostante gli strascichi giudiziari e ancora qualche scontro con gli irriducibili nemici del gestore...
CAGLIARI. Abbanoa vuole in ogni modo recuperare la fiducia dei sardi e forse ci sta riuscendo nonostante gli strascichi giudiziari e ancora qualche scontro con gli irriducibili nemici del gestore unico. Per accelerare, ha organizzato un convegno internazionale sulla riconciliazione. Su come cioè nelle altre regioni e in Europa è possibile chiudere il contenzioso con gli utenti senza finire in tribunale o minacciare anche l’aggressione di Equitalia. Carlo Pilia, docente di diritto privato all’università di Cagliari, ha detto «che in Italia sono stati fatti passi importanti da quanto abbiamo recepito la direttiva europea su come risolvere le controversie sulle bollette dell’acqua, dell’energia o del telefono. Ma resta ancora molto da fare – ha aggiunto – perché altrove sono più avanti di noi». È dal 2013 – ha detto l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti – che «Abbanoa ha intrapreso la strada della conciliazione e i risultati, anche grazie all’accordo con le associazione dei consumatori, sono sempre più incoraggianti». Secondo l’ultimo report, finora sono state quasi 11mila le richieste d’accordo ricevute o proposte, e poco meno di 9mila sono andate a buon fine». È un avvio promettente – è stato il commento dei relatori dell’Ape, l’associazione europea dei gestori dell’acqua pubblica. «Oggi più che mai – ha aggiunto Ramazzotti – vogliamo coinvolgere sempre più l’utente in queste buone soluzioni extragiudiziali con cui è davvero possibile concludere la trattativa con piena soddisfazione delle parti». Abbanoa si dice sicura che «su questa strada bisogna andare avanti anche sapendo copiare dalle migliori prassi nazionali ed europee». Dopo tre anni dall’avvio, è stata la conclusione, «vogliamo essere visti come un fornitore di servizi e non un nemico. E se ci sarà qualcosa da correggere ancora, siamo pronti a farlo».
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