La Nuova Sardegna

Sassari, è allarme per la meningite: trenta persone sotto trattamento

di Gianni Bazzoni
Sassari, è allarme per la meningite: trenta persone sotto trattamento

Intanto sono sempre molto gravi le condizioni della studentessa di 22 anni di Porto Torres ricoverata dalla tarda serata di giovedì scorso 10 marzo nel reparto di rianimazione delle Cliniche universitarie. Nella giornata di ieri tuttavia si è registrato un leggero miglioramento che ha restituito ottimismo ai familiari. La prognosi resta comunque riservata

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SASSARI. Sono sempre molto gravi le condizioni della studentessa di 22 anni di Porto Torres ricoverata - dalla tarda serata di giovedì - nel reparto di rianimazione delle Cliniche universitarie per una meningite da meningococco. Nella giornata di ieri però si è registrato un graduale miglioramento che ha restituito un po’ di ottimismo ai familiari della studentessa e ai medici. Segnali di buon auspicio, dopo che le condizioni della paziente erano rimaste stazionarie, e avevano autorizzato ad immaginare una possibile reazione alle cure praticate tempestivamente, subito dopo il ricovero. La prognosi, comunque, resta riservata.

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Accertamenti. Intanto sono emersi nuovi particolari per quanto riguarda gli accertamenti sulla paziente ricoverata e sulle attività che sono state messe in atto dal Dipartimento di Igiene pubblica dell’Asl di Sassari per la profilassi a persone considerate a rischio di contagio. Uno dei problemi che viene seguito di pari passo, anche per capire fin da subito se c’è stato un possibile contagio di altre persone. Sierotipo B. Si è appreso che l’esame del liquor ha evidenziato la “Neisseria Meningitidis” ed è stata riscontrata una infezione cosiddetta sierotipo B, un ceppo che viene considerato particolarmente aggressivo e che tra l’altro - al contrario dei sierotipi A e C - non sarebbe coperto da vaccino. Un problema in più, quindi, nella trattazione complessiva del caso e un elemento che porta a una riflessione più complessiva sulle vaccinazioni, anche nel territorio del Sassarese e in Sardegna più in generale.

Esami. La studentessa ventiduenne è stata sottoposta a una serie di esami specifici (Tac, analisi del sangue, tamponi) e l’evoluzione della malattia viene seguita costantemente dal nucleo di medici e infermieri incaricati. Nella tarda mattinata di oggi si dovrebbe avere un nuovo bollettino medico sulle condizioni della giovane paziente.

Profilassi. Sul fronte della profilassi delle persone a rischio di contagio, intanto, si è appreso che complessivamente sarebbero trenta quelle finora coinvolte. Task force. Le indagini della task force che viene allertata in casi simili, avrebbero permesso di circoscrivere il fenomeno - grazie anche alla piena collaborazione dei familiari della ragazza che hanno fornito indicazioni precise e dettagliate - e di escludere ulteriori situazioni di rischio. In particolare, la ragazza non ha frequentato nell’ultimo periodo discoteche e da qualche mese aveva interrotto la frequenza delle lezioni all’Università di Sassari perché impegnata in una attività lavorativa a Porto Torres.

Protocolli. Tra le persone sottoposte a profilassi - secondo un protocollo che segue linee guida internazionali - oltre ai familiari della ragazza, ci sarebbero i suoi datori di lavoro, alcuni colleghi e altri soggetti individuati sulla base di frequentazioni abituali. Profilassi anche per un operatore del 118 che sarebbe entrato in contatto con la paziente. In questi casi, gli antibiotici utilizzati per la profilassi sono la Rifampicina e la Ciprofloxacina (per i soggetti sopra i 18 anni).

La Asl. La macchina organizzativa dell’Asl di Sassari sembra avere funzionato bene, e considerata la gravità della situazione non è un particolare di poco conto. Nelle prossime ore, però, sarà possibile fare una valutazione compiuta sull’intera vicenda.

A domicilio. È confermato che medici e infermieri (è stato creato un nucleo 2 più 2) sono andati a fare la profilassi a domicilio, rintracciando direttamente e nel minore tempo possibile le persone segnalate e considerate potenzialmente a rischio di contagio.

Prevenzione. Il Dipartimento di Igiene e profilassi dell’Azienda sanitaria locale ha rivolto l’invito per prestare particolare attenzione alla prevenzione e di adottare maggiori cautele che solitamente - in altre situazioni - vengono sottovalutate. Gli esempi banali riguardano lo scambio di bicchieri, bere dalla stessa bottiglia, il passaggio di sigarette per completare la fumata, ma anche altri “passaggi” che specialmente tra i più giovani vengono assolutamente sottovalutati e fanno parte della rituale gestualità del gruppo. Proseguono intanto le indagini per cercare di capire come la studentessa possa avere contratto l’infezione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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