Lo sgomento e l’incredulità di genitori, allenatori, ragazzi
CAGLIARI. Alceo Melis ha appreso la notizia della tragedia del piccolo Luca alle 21: «L’ho saputo un quarto d’ora fa, perché ero fuori per lavoro, sono rimasto senza carica batteria e il telefono l’ho...
CAGLIARI. Alceo Melis ha appreso la notizia della tragedia del piccolo Luca alle 21: «L’ho saputo un quarto d’ora fa, perché ero fuori per lavoro, sono rimasto senza carica batteria e il telefono l’ho acceso di nuovo da poco, l’ho saputo da mio fratello Danilo (presidente della società di calcio San Francesco), ma c’era anche mia moglie, era andata a prendere mio figlio, anche lui gioca. Hanno visto l’ambulanza. Una cosa sconvolgente». Alla tragedia ha assistito il piccolo popolo del calcio di una società numerosa dove gli allenamenti si susseguono, i genitori vanno e vengono, gli allenatori si danno il cambio, i dirigenti arrivano nel tardo pomeriggio dopo il lavoro per i mille adempimenti di una società molto presente nel calcio giovanile sardo.
Altre squadre si stavano allenando mentre avveniva la tragedia fra i piccoli calciatori della Pulcini 2005, alcuni compagni di Luca erano negli spogliatoi, altri continuavano a giocare anche se l’allenamento era finito approfittando del fatto che i genitori stavano parlando fra loro a bordo campo. Luca era fra questi, il tiro fatale è stato improvviso, qualcuno ha notato il ragazzino che tentava la rovesciata ed è caduto, ma non ha capito subito che il bambino avesse battuto la testa, solo quando si è visto il padre e l’allenatore che correvano verso di lui si è capito che il piccolo Luca non si muoveva più.
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