La Nuova Sardegna

Finanziaria in Consiglio La Cisl protesta in piazza

Finanziaria in Consiglio La Cisl protesta in piazza

In aula è cominciato il dibattito e sono subito critiche per i tagli dello Stato Il sindacato all’attacco: «C’è poco o nulla per rilanciare il mercato del lavoro»

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Finanziaria da 7 miliardi e 400 milioni è quella che è. Di sicuro non è perfetta e forse non lo è perché lo Stato continua a tenere per sè accantonamenti destinati a ridurre il suo di debito pubblico. Quest’anno sono ben 680 i milioni «negati». Ci fossero quei soldi, sarebbe tutta un’altra cosa. Nel giorno della prima seduta, in Consiglio regionale, lo ha gridato il centrodestra, l’opposizione con Ignazio Locci (Forza Italia), ma anche chi governa. È stato il relatore di maggioranza Franco Sabatini (Pd), presidente della commissione Bilancio, a sottolinearlo: «Gli accantonamenti sono sempre più una mannaia per la Sardegna». Prima o poi con lo Stato bisognerà alzare la voce, o le entrate continueranno ad assottigliarsi anno dopo, nonostante pochi mesi fa la Giunta abbia conquistato 150 milioni in più grazie alle nuove regole sulle compartecipazioni, il trasferimento delle imposte dallo Stato alla Regione. Insomma, come ha detto ancora Sabatini, con quello che c’è «vogliamo sostenere i segnali di ripresa e consolidare la crescita». È una strada in cui non crede solo la minoranza, «In due anni la giunta Pigliaru ha prodotto una montagna di carta», ha detto Locci, ma anche una parte del sindacato. Il consiglio generale della Cisl non l’ha mandato a dire con un comunicato: si è riunito sotto il Consiglio regionale. Davanti a oltre cento delegati, il segretario regionale Oriana Putzolu è stata diretta: «È una manovra in apnea, con risorse troppo scarse per il lavoro e gli interventi nel sociale». Per poi mettere in fila le proposte del sindacato: «Nella manovra 2016 non ci sono interventi straordinari a favore dell’occupazione, mentre sono indispensabili progetti immediati che producano effetti nel breve periodo». È un tema su cui maggioranza e opposizione si confronteranno in aula con il dibattito su articoli ed emendamenti. A proposito di «correzioni», la maggioranza avrebbe trovato la soluzione – bisognerà vedere quanto condivisa dagli alleati – su come ripartire i 25 milioni del «tesoretto», cioè i milioni a disposizione oltre le spese fisse e quelle vincolate. Non sarà toccato il Fondo unico (i trasferimenti della Regione ai Comuni), ma con un chirurgico intervento saranno garantiti comunque finanziamenti in più a Università, cantieri verdi, cultura, scuole civiche di musica, formazione professionale e biblioteche. Ora bisognerà vedere quanto la Finanziaria blindata reggerà l’urto del dibattito in aula. Stando alle previsioni sarà una maratona e la manovra dovrebbe essere approvata a fine mese. (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative