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Aeroporti, Alghero a un bivio: senza voli si rischia la chiusura

di Silvia Sanna
Aeroporti, Alghero a un bivio: senza voli si rischia la chiusura

Ultimi giorni per chiudere gli accordi con nuove compagnie dopo l’addio annunciato da Ryanair. E intanto cresce la contrapposizione con il Costa Smeralda di Olbia che potenzia l’offerta

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SASSARI. Ancora pochi giorni per capire se dopo Ryanair ci sarà un futuro. L’aeroporto di Alghero cerca di rialzare la testa dopo l’annuncio dell’addio da parte della compagnia irlandese. Ma lo scalo catalano per ora assomiglia a un pugile suonato che fa fatica a rialzarsi dopo la botta. Anni di dipendenza quasi assoluta dalla low cost irlandese lasciano il segno. Il lavoro è incessante per tessere la tela di nuovi accordi con compagnie sinora sconosciute o che hanno operato solo marginalmente nello scalo. L’obiettivo è coprire almeno in parte i mercati abbandonati da Ryanair e cercare di salvare il salvabile in quella che si annuncia come una estate di vera passione. Le notizie arriveranno a breve: buone o cattive ancora non si sa.

Aeroporto nel caos. Dal successo, dai numeri eccezionali e dalla sfilza di record collezionati negli ultimi anni, sino all’incubo di una possibile chiusura. Il ridimensionamento è annunciato, la chiusura della base di Ryanair dal 1 novembre 2016 segna l’inizio di una nuova era. Nella quale bisognerà imparare ad andare avanti senza la folla garantita dagli aerei irlandesi grazie alla politica a basso costo. Un sistema quasi monopolistico che smetterà di esistere tra pochi giorni: il 1 aprile scatterà la prima parte dell’operazione smantellamento, con la cancellazione di 7 rotte sinora altamente strategiche, sulle quali lo scalo di Alghero ha fondato i suoi successi in termini di presenze turistiche.

Le trattative. C’è Sogeaal e ci sono gli imprenditori, riuniti nel Fondo nato per cercare di fermare la fuga di Ryanair e poi diventato un progetto più ampio e duraturo, chiamato “Destinazione Sardegna”. Il primo obiettivo è salvare l’estate. Per questo diventa fondamentale stringere accordi con compagni che garantiscono voli verso i mercati obiettivo: come la Spagna, la Francia, la Germania ma anche il Nord Europa. In secondo piano finisce il discorso dei prezzi: prima si cerca di chiudere sulle rotte, poi si ragiona sui costi. Il sogno è strappare tariffe non troppo distanti da quelle low cost.

Scalo contro scalo. La contrapposizione ormai è evidente. Olbia sorride, Alghero è vicino a una crisi di nervi. Per lo scalo Costa Smeralda l’estate 2016 potrebbe essere quella dei record. In previsione due milioni di arrivi, grazie all’aumento delle rotte e del numero di compagnie: 56 destinazioni in 17 paesi (tra cui 8 nuove internazionali) con 47 vettori. Il “rischio” è che il personale di sicurezza non basti, al punto che Olbia chiede supporto ad altri scali. Tra cui Alghero. Che, invece al Costa Smeralda sollecita la restituzione dei fondi “scippati”: 6 milioni per il Riviera del Corallo che volarono a Olbia per il G8 mai fatto.

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