La Nuova Sardegna

il nord est sorride

Olbia cresce e sollecita rinforzi

Lo scalo gallurese potrebbe assumere personale di altri scali

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ALGHERO. L’aeroporto di Olbia si appresta a sfondare il tetto dei 2milioni di passeggeri. Di fronte alle rosee previsioni per l’estate, al “Costa Smeralda” ci si porta avanti con il lavoro e si cerca di implementare le risorse umane a disposizione. Alla richiesta di rinforzi rispondono in tanti, dalla società di gestione di Cagliari a Milano, da Napoli a Torino. E Alghero. Due giorni fa il direttore di Sogeaal, Mario Peralda, ha scritto alla direzione Enac di Olbia. Il fatto che si tratti solo di una risposta a una richiesta arrivata da Olbia, e che anche altri aeroporti abbiano risposto allo stesso modo, non rasserena del tutto lavoratori e sindacati, per i quali quella missiva resta un pericoloso campanello d’allarme. Il manager di Sogeaal utilizza un linguaggio tecnico, ma sostanzialmente fa sapere di disporre di personale per l’espletamento dei servizi a terra, proprio come richiesto per lo scalo di Olbia. «Ovviamente non sapevamo niente e siamo sgomenti», attaccano i sindacati, che comunque non si fidano. «Non vorremmo che fosse un modo sibillino di farci sapere che la situazione è tale per cui siamo a rischio esuberi – dicono – e che qualcuno potrebbe dover andare a lavorare a Olbia». Col passare dei minuti l’accusa è ancora più esplicita. «Ci stanno ridimensionando, qui si smantella, è una strategia voluta a livello nazionale e regionale – lamentano i lavoratori – e se qualcuno si rifiuterà di accettare il trasferimento a Olbia se ne andrà a casa». Mario Peralda getta acqua sul fuoco, ma fino a un certo punto. «Non ho alcuna notizia di disegni in tal senso», assicura. Poi però a sua analisi si fa impietosa. «È irrimediabilmente scaduta la possibilità di replicare e perpetuare quelle politiche grazie alle quali questo aeroporto è cresciuto», dice con spietata sincerità. «È stata intrapresa una politica che poteva avere una sua valenza in un’altra epoca storica e la si è assecondata per quindici anni senza pensare alle conseguenze – insiste – la domanda di effettuazione dell’assistenza a terra per Olbia è la manifestazione del fatto che la società è viva e vuole far valere sul mercato le proprie competenze e i propri know how per un servizio cui aspirano anche altre società, dovrebbe essere presa da tutti come un’opportunità per i momenti più delicati». A proposito dei quali, il direttore è ancora più diretto. «La società prova a dialogare con le rappresentanze sindacali a tutti i livelli, ma poi deve prendere le decisioni». A breve dovrebbe prenderne anche sul personale. «Nelle prossime settimane, se non si riuscirà ancora a ragionare, verranno prese pur prendendo atto che la scelta del sindacato è di restare lontano dal tavolo». (g.m.s.)

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