La Nuova Sardegna

I soldi reinvestiti nella droga

Piantagioni di marijuana e cocaina, i traffici intensi con la Gallura

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NUORO. Armati fino ai denti. Solo fucili d’assalto per sferrare gli attacchi ai furgoni portavalori ed entrare con la forza nei caveau degli istituti e nei supermercati. Kalashnikov, logicamente, e anche i Beretta Ar/70, ma anche fucili a pompa e cannemozze e pistole. Una quantità impressionante di armi delle quali durante il blitz della notte tra venerdì e sabato non è stata trovata traccia. Armi per la maggior parte provenienti dai paesi dell’Est e, pare, perfino dalla Cina. Facevano paura quando si presentavano per richiedere i soldi: armati fino ai denti, in tuta mimetica e passamontagna calato sul viso. Erano conciati anche gli autori dell’ennesimo fallito assalto a un blindato sulla strada 131 dcn, tra Ottana e Nuoro, all’altezza del bivio di Macomer. Di questa rapina, l’ultima in ordine di tempo, fallita soltanto per caso, finora è stata trovata soltanto un’auto bruciata e niente altro. Chissà se dalle intercettazioni più recenti emergerà qualche collegamento con la banda incastrata dalla Dda di Cagliari. Il modus operandi è lo stesso, così come le armi e la spavalderia dei rapinatori.

Che però oltre che alle rapine si dedicavano anche alle piantagioni di marijuana e allo spaccio di droga. E così dalle indagini emerge che Giovanni Olianas e Luca Arzu avrebbero detenuto 10 kg di marijuana poi ceduta a uno sconosciuto per circa 8mila euro. Ancora Giovanni Olianas con Angelo Lostia e con un orunese, arrestato perchè colto sul fatto, avrebbero coltivato oltre 2000 piante di marijuana. Sempre Giovanni Olianas con Gianluigi Olianas e Pietro Paolo Lotto avrebbero spacciato a 60 euro al grammo un discreto quantitativo di cocaina. Sempre i due insieme di aver ceduto a un grossista droga per quasi 10mila euro. E ancora Olianas con Francesco Monni di aver detenuto un ingente quantitativo di droga che era stato smerctiato dall’orunese a Olbia dove risiedeva.

Un fiume di droga del quale è stato difficile per gli inquirenti ricostruire la provenienza e capire la destinazione, l’unico elemengto concreto erano i soldi che il gruppo riusciva a recuperare in attività criminose. Senza dimenticare le decine di piantagioni di droga scoperte in Ogliastra negli ultimi anni. Collegati a episodi di violenza e omicidi. Ma su questo versante, i componenti della banda erano molto “professionali” e dalle intercettazioni non risulterebbe alcune collegamento con i fatti di sangue che stanno tormentando l’Ogliastra.

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