La moglie: «Le banconote come si smacchiano?»
Il vicesindaco nascondeva in casa una parte dei soldi dei colpi della gang In un anno dal suo conto corrente bancario aveva ritirato appena 60 euro
NUORO. Giovanni Olianas, vicesindaco di Villagrande Strisaili, considerato il cervello della banda sebbene incensurato usava la sua abitazione come covo principale dove gli indagati si ritrovano per progettare le varie azioni criminali. L'uomo aveva grande disponibilità di denaro, come del resto la moglie Silvana Conti. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, sulle quali si è basata l'intera attività investigativa degli agenti della squadra mobile e della Guardia di finanza di Nuoro, è emerso che spesso le banconote che circolavano in casa Olianas erano macchiate, «chiaramente provento di rapine a portavalori o bancomat». La moglie dell’amministratore comunale del piccolo centro ogliastrino, era a conoscenza dell’attività illecita del marito tant’è che in più occasioni gli chiedeva il modo per “sciacquare” quel denaro. «Non lo so – rispondeva lui – qualcuno mi ha pure detto che ci sono dei prodotti...». Soldi che permettevano alla famiglia del vicesindaco un tenore di vita molto alto che, a lungo andare, avrebbe potuto insospettire gli investigatori. Ma a tranquillizzare Giovanni Olianas e a suggerirgli un modo per non attirare l’attenzione degli inquirenti era stato Roberto Serra, persona di sua fiducia, tanto che il vicesindaco gli aveva intestato fittiziamente l’albergo Ogliastra Beach. Serra aveva consigliato all'amico di movimentare con dei prelievi il proprio conto bancario per non apparire troppo sospetto in caso di accertamenti patrimoniali. «È quello che ti ho sempre detto... E spendilo lo stipendio, abbi pazienza... Controlleranno da dove vive una famiglia numerosa, da cosa vivi?» gli diceva. Accogliendo il consiglio dell’amico, Olianas aveva subito invitato la moglie a prelevare dal conto e ad utilizzare il bancomat per i pagamenti anziché i contanti: «Stai ritirando col bancomat? Ritira 600 euro al mese». In effetti gli accertamenti bancari nei confronti di Olianas e la moglie avevano evidenziato che i due erano titolari di un unico conto corrente bancario alimentato prevalentemente dagli stipendi dell'uomo che era dipendente dell'Ente foreste. A colpire gli investigatori la totale mancanza di prelevamenti di denaro contante sia allo sportello bancomat che direttamente in cassa. Nell'arco di un anno, infatti, tra il 1° ottobre 2013 e il 30 settembre 2014, la carta bancomat della famiglia era stata utilizzata una sola volta per eseguire il pagamento di una spesa pari a 59,03 euro. E che nell'abitazione del vicesindaco venissero custodite grosse quantità di denaro è emerso da un'altra conversazione tra lui e la moglie. I figli di Olianas avevano trovato casualmente il denaro contante che Francesco Monni di Orune (altro indagato) aveva consegnato all'uomo. Il piccolo Matteo aveva confidato alla sorella di aver scoperto la somma che aveva attribuito ai ricavi dell'Ogliastra beach. «Dove hanno messo la parte dell'albergo … i soldi sono messi... guarda...Saranno almeno cinque mila... la prendiamo una banconota da cinquanta a testa... un mazzo così di banconote da 50». I bambini avevano poi confessato alla madre di aver trovato i soldi mentre rovistavano alla ricerca di un telefono. La donna aveva confermato loro che si trattavano degli incassi dell'albergo, raccomandandosi di non toccarli. Silvana Conti aveva informato subito il marito: «Te l'ho detto mille volte di non metterli lì... I bambini frugano... Ho detto loro: guarda te che non vi deve sentire nessuno... altrimenti ce li rubano».
Da diverse intercettazioni è emerso inoltre che Giovanni Olianas, avendo a disposizione notevole contante faceva anche prestiti a persone di diversi paesi. A lui si rivolgevano dai centri ogliastrini ma anche da altri zone della Sardegna. Lui stesso si lamentava spesso con il fratello Gianluigi, di qualcuno che non gli aveva ancora restituito i soldi che gli aveva dato. «Chiedono e poi non restituiscono... sono pure scemo, un sacco di gente... non ne voglio più sentire, io rischiando la vita». Quasi a palesare la provenienza di quel denaro.
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