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Irap, nell’isola costa meno

Irap, nell’isola costa meno

L’importo medio nel 2013 è il più basso d’Italia. Ma c’erano gli sgravi fiscali

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SASSARI. Mille euro e spiccioli: è questo il peso medio dell’Irap, imposta regionale attività produttive, per le imprese isolane. Un importo molto basso, se confrontato con la media nazionale e con quelli delle altre regioni. Talmente basso che vale per la Sardegna l’ultimo posto nella classifica guidata dal Lazio e relativa all’anno d’imposta 2013. C’è un motivo, al di là della crisi economica: nel 2013 l’imposta Irpef era stata ridotta del 70 per cento dall’allora giunta regionale di centrodestra.

Gli importi. La Sardegna è ultima con 1090 euro, il Lazio primo con 11.850 euro dichiarati in media dalle imprese. Al secondo posto la Lombardia con 10.620 euro, poi il Friuli Venezia Giulia con 7.810 euro e l’Emilia Romagna con 7.710 euro. Penultima in classifica con 3.380 euro la Basilicata, in cui le imprese pagano mediamente più di 2mila euro in più rispetto alla Sardegna. Poco più il Molise (3.730 euro), la Calabria (3.800) e la Puglia (4.410 euro).

Il tesoretto. Con gli importi versati dalle imprese italiane nel 2013 (e dichiarate nel 2014) lo Stato ha incassato un tesoretto di 30,5 miliardi di euro, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente. L’importo medio pagato nel 2013 è stato di 10.310 euro. Oltre la metà del tesoretto (55% ) proviene dalle regioni del Nord, il 30 % da quelle del Centro Italia e solo il 15% dalle regioni del Sud.

Il caso Sardegna. A leggere i numeri, sembrerebbe che l’isola viva una situazione di crisi drammatica. Perché un importo medio così basso, l’ultimo in Italia, pare evidenziare un tessuto imprenditoriale estremamente fragile. Per calcolare l’importo dell’imposta bisogna sottrarre al valore della produzione lorda i costi di produzione: in realtà, però, a determinarne il valore concorrono diversi parametri, come il tipo d’impresa o attività e il regime di contabilità. In ogni caso, il 2013 in Sardegna era stato un anno particolare per le imprese dal punto di vista dell’imposta Irap. La giunta regionale di centrodestra guidata da Ugo Cappellacci aveva infatti ridotta l’imposta del 70%. Un provvedimento atteso dal mondo delle imprese e per questo accolto con soddisfazione. Ma che non ha suscitato, almeno inizialmente, lo stesso entusiasmo a Roma: il governo aveva infatti deciso di impugnare la decisione della giunta regionale sulla fiscalità di vantaggio. Poi, nell’arco di 24 ore, il ribaltone: sì al provvedimento così come era stato concordato. Dunque, via libera al taglio del 70 per cento. L’anno dopo, giunta Pigliaru, lo sgravio è stato ridotto al 25 per cento. (si. sa.)

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