Nell’altro bus sei studenti sardi
I ragazzi studiano Medicina: viaggiavano subito dietro il mezzo uscito di strada
CAGLIARI. La domenica mattina di Anna Aloi è stata un incubo. Responsabile dell’ufficio Erasmus per l’università di Cagliari è rimasta ammutolita davanti alla notizia della tragedia di Fregrinals di rientro da Valencia ed è andata di corsa in ufficio per cercare contatti con Barcellona e sapere qualcosa di più. Veterana dell’ufficio che manda mille studenti l’anno nelle università di tutto il mondo, Anna Aloi sa perfettamente che la festa di Las Fallas di Valencia è un evento cui nessuno studente si sottrae perché è una festa straordinaria assolutamente da non perdere.
Las Fallas. Carri allegorici, personaggi di grandi dimensioni e poi tanti fuochi d’artificio richiamano migliaia di persone. La festa dura diversi giorni e ha il suo clou il 19 marzo, giorno di San Giuseppe patrono dei falegnami.
Anna Aloi sapeva benissimo che l’attivissimo Esn, il network degli studenti Erasmus, aveva organizzato carovane di pullman per consentire a tutti i ragazzi che lo desideravano di partecipare alla festa, con andata e ritorno in giornata.
Ecco perciò che Anna Aloi domenica mattina ha cominciato a mandare mail a tutti i ragazzi dei quali aveva i contatti e poi ai giovani del network, che funziona in tutte le università del mondo unite dal progetto internazionale Erasmus.
Il network. «Anche in Sardegna Esn organizza tante belle gite - dice la dirigente - i ragazzi stranieri vanno al carnevale di Mamoiada, ad assistere ai fuochi di Sant’Antonio in diverse località dell’interno. Il network è fatto da studenti universitari che organizzano l’accoglienza dei loro coetanei. Organizzano molte feste, ma anche escursioni naturalistiche e poi gite in occasioni di sagre caratteristiche. Un modo molto apprezzato dai ragazzi di tutto il mondo per conoscere la Sardegna. E lo stesso, naturalmente, succede nelle altre università. Ho letto che le ragazze italiane morte nel pullman erano arrivate da un mese a Barcellona e Las Fallas è una delle feste che nessuno vuole perdere». Domenica Anna Aloi ha dovuto attendere qualche ora per ricevere mail che rassicurassero l’università intera sul fatto che nessuno studente di Cagliari fosse coinvolto.
La telefonata. Di una studentessa ha rintracciato il numero di casa e ha telefonato ai genitori: una chiamata che l’ha finalmente rassicurata, sei studenti di Medicina di Cagliari erano sul pullman che seguiva di poco il bus della tragedia. La famiglia era all’oscuro dell’incidente, lo ha saputo dalla figlia che ha telefonato presto proprio per rassicurare la famiglia. «È stato un colpo, per me e per tutti - dice Anna Aloi - sono una dipendente dell’università ma sono soprattutto una mamma, è un dolore incredibile, Erasmus è la vita, è un sogno, gli studenti lo fanno per progettare la loro vita, è un’esperienza che si fa insieme a tanti coetanei ed è uno dei punti forti del programma. Ho letto che il conducente ha avuto un colpo di sonno: possibile che non se ne sia reso conto e non abbia accostato il pullman per riposarsi? So che il viaggio era cominciato la mattina di sabato da Barcellona e che poi sono ripartiti a notte fonda da Valencia e che i ragazzi si sono addormentati. Mi sono chiesta perché il conducente non si sia organizzato per riposare, lo sapeva che avrebbe dovuto guidare a lungo».
La mail. Domenica non hanno risposto tutti e sei i giovani di Cagliari che avevano fatto l’escursione Barcellona-Valencia e ritorno. Finalmente ieri mattina alle 8 è arrivata la mail di altri due degli studenti. Sembra che nessuno conoscesse personalmente le studentesse di Medicina perite nell’incidente: «Sono tantissimi gli studenti Erasmus – spiega Anna Aloi - anche se non nella stessa facoltà non sempre si arriva a conoscersi tutti e poi, da quello che ho saputo, le studentesse di quel pullman erano arrivate da poco». All’università ieri c’era molto turbamento per l’incidente in Catalogna, il rettore Maria Del Zompo aveva pensato anche di rinviare la manifestazione organizzata contro i tagli agli atenei in attesa di altre notizie, poi la manifestazione si è tenuta ma per un minuto tutti si sono fermati in raccoglimento col pensiero alle giovani vittime.
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