Meridiana, esuberi ridotti Ma l’intesa ancora non c’è
Il numero dei dipendenti a rischio licenziamento cala da 982 a 514 La trattativa con Qatar Airways ancora aperta, la firma è prevista l’11 aprile
OLBIA. Liturgie, riti, tattica. Governo, Meridiana e sindacati stanno mettendo in campo di tutto in questa lunghissima vertenza sul rilancio della compagnia aerea di Olbia. Anche ieri a Roma, in quello che doveva essere l’ultimo giorno utile per firmare l’accordo che sancirà l’ingresso di Qatar Airways in società con l’Aga Khan, non è successo nulla. Un verbale del ministero dello Sviluppo, un comunicato di Meridiana, uno dei sindacati, ma nessuna firma sull’intesa. Che potrebbe arrivare l’11 aprile, giorno entro cui Meridiana annuncia di dover definire l’operazione con il partner (e di conseguenza l’esatto e ridotto numero dei tagli al personale).
Passi in avanti. Un passo indietro? No. Due in avanti, a leggere (senza lenti deformanti) i fatti. Meridiana non ha presentato un piano industriale vero e proprio (non può, perché Qatar Airways non fornisce tutti i dati senza avere la ragionevole certezza del sì), ma ha ridotto di molto il numero dei prossimi licenziati: non più 982 (un numero ricalcolato al rialzo in questi giorni), ma 514. Ci sono 468 lavoratori che possono salvarsi - a sentire le parole dell’azienda - per via dell’accordo con Qatar Airways. I sindacati si sono divisi. Le segreterie nazionali del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato un documento comune (senza le altre sigle) in cui, criticando la rigidità aziendale sul nuovo contratto di lavoro, esprimono apprezzamento per l’ipotesi Qatar e la volontà di trattare ancora per ridurre il numero dei licenziamenti.
Tempo per trattare. Meridiana, con il presidente Marco Rigotti, ha parlato in momenti diversi con il Governo, guidato dal ministro allo Sviluppo Federica Guidi, e con i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E alla fine ha spiegato che sino all’11 aprile c’è tempo per trattare. Quel giorno è «l’ultimo utile» per avviare i licenziamenti e garantire a tutti loro il massimo degli ammortizzatori sociali. Proprio ieri il Governo ha annunciato che - oltre all’indennità di mobilità, che varia da uno a due anni, a seconda dell’età dei lavoratori e della loro collocazione geografica - ci saranno anche i due anni garantiti dal fondo volo. In alcuni casi, quindi, ci saranno quattro anni di ammortizzatori sociali quando scadranno quelli attuali: ad aprile per i tecnici, a giugno per piloti, hostess, amministrativi.
Il numero dei licenziamenti. Attualmente i dipendenti a rischio sono 514, ma Meridiana spiega che il loro «numero dipenderà dalla possibilità di definire l'accordo con Qatar Airways» entro l’11 aprile. Dunque, i licenziamenti - in particolare fra i tecnici dell’hangar (33 a rischio) e gli amministrativi (41 in esubero) - potrebbero ancora diminuire. È quello che chiedono Cgil, Cisl, Uil e Ugl: avere la possibilità di trattare di più. Anzi, di trattare «per la prima volta» come scrivono nel loro comunicato. E questo lo chiede anche il Governo, «nei tempi compatibili con la scadenza degli ammortizzatori sociali attuali»; il che vuole dire sempre entro l’11 aprile.
L’ostacolo contratto. Ma prima dei licenziamenti, c’è l’ostacolo contratto. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ottenuto un grande successo: alla nuova Meridiana targata Qatar sarà applicato quello nazionale del trasporto aereo. C’è il sì anche del Governo. Meridiana ieri si è un po’ irrigidita su questo punto, nonostante abbia tutte le simulazioni sui costi che quel contratto - con i necessari accorgimenti - produrrà per l’azienda, intenzionata a mantenere in linea di massimo il vantaggio competitivo rapresentato da quello della controllata Air Italy rispetto alla capogruppo Meridiana. Un ostacolo che andrà superato nei prossimi 19 giorni.
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