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Il caso irrisolto dei vitalizi: 18 milioni l’anno

Il caso irrisolto dei vitalizi: 18 milioni l’anno

Finale di dibattito con gli ultimi scontri tra i banchi. Confermata la liquidazione rapida delle Zir

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CAGLIARI. Nel giorno del gran finale, non potevano mancare certo gli ultimi fuochi d’artificio. Il primo è stato sulla voce vitalizi, le pensioni pagate agli ex consiglieri regionali. «Ammontano a 18,5 milioni l’anno, non possiamo più permetterceli», ha detto Gigi Ruggeri (Pd) sui titoli di coda del dibattito. Pietro Pittalis (Forza Italia) non ha perso l’occasione per replicare e polemizzare: «Sono ferme da qualche parte diverse proposte di legge sull’argomento. Noi siamo pronti a discuterle, e voi?». Chissà, anche se è chiaro: per la maggioranza e l’opposizione purtroppo il taglio promesso non sembra essere tra le priorità. Non lo è, nonostante il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau abbia più volte tentato di portare gli scandalosi vitalizi all’attenzione dei capigruppo, ma finora mai con successo. Il secondo mortaretto è scoppiato quando l’assessore Paci ha confermato «l’esistenza di un fondo da 10 milioni (tanti soldi) a garanzia di eventuali risarcimenti che potrebbero essere chiesti alla Regione». Pare ci sia da sempre un vero assalto alla diligenza, sostenuto da precise sentenze della magistratura, mentre «sarebbero pochi i tentativi di conciliazione extragiudiziale – ha detto ancora Paci – per paura della Regione di finire sotto il tallone della Corte dei conti». Con il risultato che, ad esempio, alla fine invece di pagare 10 (possibile accordo fra le parti) «paghiamo 100». Cioè: le cause che potrebbero essere chiuse prima «vengono tirate all’infinito» per «allontanare il più possibile i rischi di un processo contabile». Non è stato neanche male il battibecco fra lo stesso assessore e il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, sui finanziamenti ai circoli degli emigrati. «Altro che ambasciatori della Sardegna nel mondo – ha detto il consigliere regionale – Li volete far chiudere, uno dopo l’altro». Paci di ghiaccio ha risposto: «Due milioni di finanziamento vanno più che bene». Da incorniciare anche la votazione di uno dei quattro ordini del giorno approvati a fine mattinata. Se quelli sull’aumento delle borse di studio per le università, l’agenzia agricola Agris e la liquidazione in tempi rapidi dei consorzi delle zone industriali, le Zir, sono stati approvati a larga maggioranza, il quarto ha rischiato grosso nell’ultima votazione prevista prima del rompete le righe. Con appena due sì di scarto, è passato quello presentato dal centrosinistra che «auspica il rifinanziamento delle opere pubbliche pagate dai Comuni». Insomma, è proprio sul traguardo che la maggioranza ha fatto ancora le bizze e giocato col fuoco.

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