Peru: «Devo leggere le carte»
Il vicepresidente del consiglio regionale in cella a Bancali prende tempo
SASSARI. Poche parole durante l’udienza di convalida per dire che è a disposizione del pubblico ministero per qualunque chiarimento, cosa che potrà avvenire però «appena avrà il quadro completo della situazione e delle accuse che gli vengono mosse».
Antonello Peru ha ribadito ieri - dalla sua cella del carcere di Bancali - la posizione che era già stata anticipata dai suoi legali, gli avvocati Luigi Esposito e Marco Enrico. E ha sottolineato: «Io sono innocente e chiarirò tutto».
Davanti al gip del tribunale di Sassari che l’ha sentito per rogatoria, Peru si è limitato solo a brevi affermazioni. Il giudice ha poi trasmesso gli atti a Oristano che nei prossimi giorni deciderà sull’istanza presentata dai legali del politico (è stata chiesta la scarcerazione e in subordine l’attenuazione della misura cautelare).
È sereno e studia molto - secondo i difensori - il vice presidente del consiglio regionale dopo il cataclisma dell’inchiesta su appalti e tangenti che lo ha portato in carcere.
Peru ha tra le mani, al momento solo l’ordinanza di 300 pagine, ma il fascicolo ne conta circa 8mila. Una montagna di carta che è appena entrata nella disponibilità degli avvocati Luigi Esposito e Marco Enrico che hanno cominciato a predisporre le copie. Solo nell’arco di qualche giorno - secondo quanto previsto dal regolamento carcerario - il loro assistito potrà ricevere il materiale sul quale sviluppare gli approfondimenti e costruire la propria difesa.
Già dopo la prima notte trascorsa in carcere, il consigliere regionale di Forza Italia aveva affidato una dichiarazione ai propri legali. Un messaggio improntato soprattutto a fornire la propria versione sull’aspetto più grave, quello delle presunte tangenti.
«Non ho mai percepito, nemmeno sotto forma di promessa, né direttamente e né indirettamente, personalmente o attraverso altre persone, denaro o altro da chicchessia in relazione a quanto mi viene contestato per ciò che riguarda l’amministrazione della cosa pubblica».
Dall’ordinanza al maxi-fascicolo di 8mila pagine sarà un bel salto. Lì dentro ci sono gli elementi sui quali l’accusa basa le contestazioni al vice presidente del consiglio regionale. La Procura lo accusa di avere “sfruttato” il suo ruolo politico per ottenere finanziamenti da destinare a importanti opere pubbliche, con le gare d’appalto che venivano vinte da società legate in qualche modo al sodalizio criminale. In cambio dei favori, Antonello Peru avrebbe ricevuto le tangenti.
Lui è di diverso avviso e ai suoi difensori ha affidato un altro messaggio: «Si tratta di una errata e unilaterale interpretazione di vicende che certamente troveranno la loro reale dimensione nella fase di formazione della prova processuale».
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