La Nuova Sardegna

I dirigenti indagati saranno licenziati

di Enrico Carta
I dirigenti indagati saranno licenziati

Lo scandalo, l’ente si costituirà parte civile al processo L’allarme: illegalità diffusa anche ai livelli bassi della politica

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. L’operazione pulizia non è una questione di immagine. Il presidente dell’Anas visita i cantieri e mette in luce l’operato dell’azienda, ma allo stesso tempo mette nel mirino quei dipendenti che utilizzano la propria posizione per illegali tornaconti. Sono due i funzionari dell’Anas coinvolti nell’inchiesta di Sindacopoli. Per questo la società si costituirà parte civile nel processo. I funzionari sono stati sospesi e hanno tutte le carte in regola per ricevere una lettera di licenziamento. «L’azienda si porta dietro le scorie del passato, questi sono fatti del 2012 e del 2013 – commenta Gianni Armani –. C’è bisogno di fare pulizia. Per questo stiamo collaborando con le procure. L’Anas e la stragrande maggioranza dei suoi dipendenti hanno un valore. Un valore che deve essere preservato nella maniera più assoluta».

Mele marce. Gianni Armani parla chiaro. «Lo facciamo anche a tutela di tutti i colleghi – dice –. Loro devono poter lavorare in un ambiente sereno e non avere il sospetto che il collega vicino di cantiere o di scrivania abbia rapporti malati con i nostri fornitori». L’Anas ha dovuto fare i conti con il malaffare in tutta Italia. L’operazione pulizia diventa dunque una costante che abbraccia più regioni. «Per quanto riguarda questa inchiesta, abbiamo subito sospeso le persone coinvolte – continua il presidente dell’Anas –. E attiveremo le contestazioni potenzialmente fino al licenziamento. Proprio come ci siamo mossi in occasione di simili vicende». Gianni Armani ci tiene a ribadire l’importanza di certe azioni. «Lo ripeto: in questa azienda c’è tanto valore – continua –. E in Sardegna lo si è visto anche dopo l’alluvione. L’Anas in un anno e mezzo è riuscita a chiudere circa 50 interventi su strade proprie e provinciali non spendendo un euro in più e rispettando tutti i tempi».

Illegalità diffusa. Il presidente nazionale dell’Anas è rimasto stupito dai risultati dell’inchiesta di Sindacopoli. Non si aspettava una attività criminale così ramificata e soprattutto di un livello non proprio alto. «Sono rimasto colpito dal basso livello dei coinvolti – dice Armani –. Tra i vari protagonisti non troviamo politici nazionali. Ci sono consiglieri regionali, anche non rieletti. E questo significa che l’illegalità è purtroppo molto più diffusa del previsto, vuol dire che anche i più piccoli riescono a gestire simili sistemi. Tutto questo è molto preoccupante».

Le gare d’appalto. Gianni Armani ha espresso anche qualche perplessità su alcuni aspetti delle gare d’appalto. In particolare il presidente nazionale dell’Anas non ama le gare in cui prevale il massimo ribasso. Il motivo è molto semplice: un costo minore non sempre coincide con l’efficacia del lavoro. «Spesso, nelle gare d’appalto, si sbaglia – conclude Armani –. E questo perché si punta troppo sul risparmio e poco sulla qualità del lavoro». (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative