Trivelle, Pigliaru freddo con il referendum
Il governatore prende posizione su Facebook: «Non è in discussione l’apertura di nuovi impianti»
SASSARI. Pigliaru esce allo scoperto su Facebook. Il presidente della Regione, dopo un lungo silenzio, con cautela dice la sua sul referendum sulle trivelle. La posizione del governatore è molto simile a quella dei vertici nazionali del Partito democratico. Cioè tendente all’astensione. «Non è un referendum tra chi è a favore delle trivelle e chi è contro: nessuno vuole un governo capace di imporre una proliferazione di trivellazioni nelle 12 miglia – ha scritto Francesco Pigliaru sul suo profilo Facebook –. È un referendum su una cosa infinitamente più piccola. Non è in discussione l’apertura di ulteriori nuovi impianti. È in discussione solo questo: se i pochi impianti possono o meno continuare a produrre fino a esaurimento dei giacimenti. Nessun impianto è localizzato nelle acque sarde». Francesco Pigliaru argomenta poi la sua posizione. «Io, con Prodi, Renzi, Bersani e moltissimi altri, credo che non sia ragionevole cancellare da un giorno all’altro l’uso di combustibili fossili – continua il governatore –. Di conseguenza, credo che sia ragionevole consentire che i pochi impianti attivi possano continuare l’estrazione fino all’esaurimento. È ragionevole perché la nostra prospettiva è quella “transizione energetica”, cioè l’impegno a ridurre costantemente le emissioni dannose per fermare il cambiamento climatico. La Sardegna si è impegnata a ridurre del 50% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Questa prospettiva implica appunto una transizione rapida, ma non l’annullamento immediato di ogni utilizzo di combustibili fossili».
La battaglia di Ganau. È chiaro che la posizione di Pigliaru non sia in linea con quella di Gianfranco Ganau, che invece è uno dei maggiori sostenitori del «Sì». Il presidente del consiglio regionale, per esempio, ha appena partecipato a un incontro a Ozieri. «Il comitato promotore ha davvero avuto poco tempo per organizzare la campagna referendaria – ha detto Ganau –. Fortunatamente possiamo contare sul supporto di oltre 160 associazioni ambientaliste, sindacali e della società civile che stanno facendo un lavoro straordinario per aiutarci ad informare i cittadini». (d.b.)
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