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Don Borrotzu: rispettiamo l’uomo

Don Borrotzu: rispettiamo l’uomo

La Chiesa ha una posizione decisa: «Il giorno del riposo è indispensabile»

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SASSARI. La domenica è sacra. E non solo per una questione legata ai piani più alti. Secondo don Pietro Borrotzu, per anni alla guida della Pastorale regionale del lavoro, la domenica deve restare libera. Ma il suo è un discorso laico: Borrotzu non mette la messa domenicale al centro delle esigenze dei lavoratori. «Questa è una questione prettamente legata alla fede – dice –. Invece io penso che, più in generale, avere la domenica libera significhi rispettare l’uomo. Da sempre la Chiesa si pronuncia in questo senso. Poi è chiaro: parliamo del settore del commercio, perché ovviamente coloro che tramite il proprio mestiere salvano le vite degli altri, come medici, infermieri o vigili del fuoco, non possono non lavorare anche la domenica». L’ex direttore della Pastorale del lavoro punta il dito contro la società dei consumi. «Ormai tutto è legato alla produttività spinta, al profitto che sfrutta anche i secondi, alla spasmodica ricerca del guadagno a tutti i costi – continua don Pietro Borrotzu –. Invece dobbiamo cercare di contrastare l’adorazione del dio denaro e allo stesso tempo riscoprire l’importanza della domenica». Per Pietro Borrotzu non lavorare nei giorni festivi significa dedicare il proprio tempo libero al prossimo. «Noi molto spesso siamo più laici di altri – aggiunge don Borrotzu –. Chi ha fede la domenica si reca in chiesa, ma non lavorare vuol dire anche fare opere di carità. Come per esempio visitare un malato, un parente. Oppure semplicemente stare in famiglia con i propri cari ed esplorare le esperienze affettive. La domenica è un giorno che può contribuire al benessere di tutti quanti». (d.b.)

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