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Al Vinitaly piace bere sardo, l’isola chiude con 28 premi

Al Vinitaly piace bere sardo, l’isola chiude con 28 premi

Enologia, al concorso “5 Stars wines” si affermano i prodotti sardi: prima la Vernaccia di Oristano. Ricordata la figura di Giacomo Tachis

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VERONA. Il Vinitaly parla sempre più sardo. Alla kermesse di Verona 28 prodotti isolani sono entrati nella selezione finale del concorso enologico internazionale “5 Stars wines”, avendo raggiunto o superato la valutazione di 90/100. Il punteggio più alto è per la Vernaccia di Oristano Doc superiore Juighissa 2007 della Cantina della Vernaccia di Oristano. 

«Tante cantine sono state premiate con punteggi molto alti, a conferma di un momento di altissima qualità della produzione vitivinicola sarda – dice l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi –. Il riconoscimento alla Vernaccia ha però un grande valore, essendo stato attribuito a un vino così particolare nel panorama italiano e internazionale: sarà un ottimo punto di partenza per ragionare anche coi produttori su come rilanciare e valorizzare produzione e commercializzazione di questo vitigno autoctono che rischia di estinguersi».

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Da 23 anni il concorso enologico 5 Stars wines di Vinitaly premia lo sforzo delle aziende vinicole che investono nel continuo miglioramento qualitativo dei propri prodotti, in base ai giudizi di una giuria internazionale di 70 esperti. «I concorsi enologici più prestigiosi, come questo di Verona, sono straordinari strumenti di marketing e promozione, soprattutto per le produzioni meno presenti sui mercati internazionali – spiega ancora la Falchi –. Vogliamo inserire la Sardegna nel circuito dei premi enologici: abbiamo tutte le carte in regola per presentare questa terra e i suoi prodotti nei grandi appuntamenti del vino. Auspichiamo che il Grenaches du monde dell’anno prossimo sia solo la prima tappa di questo percorso».

Al tempo stesso, sottolinea Elisabetta Falchi, l’affermazione dei nostri vini più peculiari «ci indica che è necessario intraprendere un percorso di promozione incentrato su quei vitigni che sono specifici della Sardegna, come appunto la Vernaccia, il Carignano e chiaramente Vermentino e Cannonau. Avvieremo una riflessione in tal senso, anche in vista delle attività da programmare per il Vinitaly del 2017».

Ieri, ultimo giorno della kermesse del vino, il Vinitaly ha ricordato la figura di Giacomo Tachis, uno dei più grandi enologi italiani, padre di molti vini sardi come il Turriga. Per l’ultima giornata è sbarcato a Verona, dopo le visite del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del premier Matteo Renzi, anche il ministro Maurizio Martina. «È stata un’occasione importante per delineare politiche europee sempre più efficaci per le nostre aziende. Al nostro forum sono stati rappresentati oltre l’80% dei produttori europei, confermando la vocazione internazionale di Vinitaly».

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