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Il seggio conteso va a Giovanni Satta: è in cella per droga

Il seggio conteso va a Giovanni Satta: è in cella per droga

L’ex sindaco di Buddusò non può giurare in aula Dopo Peru è il secondo onorevole agli arresti

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CAGLIARI. Alla fine gli hanno dato ragione: il seggio in Consiglio regionale è suo. Ma potrebbe essere troppo tardi per Giovanni Satta, ex sindaco di Buddusò, nel 2014 candidato in Gallura con l’Uds. Neanche molti giorni fa, il neo consigliere, è stato proclamato dall’Ufficio centrale elettorale di Cagliari, è finito in carcere per associazione a delinquere dopo avere raccolto in passato altri due reati, bancarotta e traffico di armi per cui è ancora in attesa di giudizio.

In cella. Il 6 aprile Giovanni Satta, è stato arrestato, sempre in Gallura, per traffico internazionale di stupefacenti e partecipazione a una banda capeggiata da tre albanesi. Da allora è rinchiuso nel carcere di Bancali e oggi i suoi avvocati (Angelo Merlini e Marco Enrico) lo incontreranno per capire quali sono le intenzioni del loro assistito, che finora ha sempre respinto le contestazioni della Procura di Tempio, anche se è rimasto in silenzio nel primo interrogatorio. Accetterà il seggio, oppure rinuncerà? È un mistero.

Carcere per due. Satta è detenuto nello stesso carcere in cui è rinchiuso un altro consigliere regionale. È Antonello Peru (Forza Italia) vicepresidente dell’Aula, coinvolto nell’inchiesta Sindacapoli2, lo scandalo degli appalti truccati.

Caos giuridico. Serve subito un passo indietro per capire meglio l’intera vicenda che ruota intorno a Satta. Il seggio numero 60 del Consiglio da 21 luglio dell’anno scorso è fra i più maledetti di una legislatura, la XV, scandita da ricorsi, ribaltoni e sentenze della magistratura, La storia va ricordata dall’inizio alla fine: nel 2014, dopo lo spoglio delle schede , il seggio è assegnato a Modesto Fenu (Zona franca), un anno dopo a Gianni Lampis (Fdi-An) e ora a Giovanni Satta (Uds). Con anche altri tre seggi in bilico ,ma ora passati in maniera definitiva e sempre per decisione dei giudici amministrativi da Efisio Arbau e Michele Azara (entrambi del movimento La Base) e Gavino Sale (Irs) a Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia (erano candidati con l’Upc) e Gianfranco Congiu (Partito dei sardi).

Il nuovo conteggio. È stato l’Ufficio elettorale della Corte d’appello a riprendere in mano i verbali del 2014, per poi applicare alla lettera quanto deciso, a suo tempo, dal Consiglio di Stato. Cioè: il seggio in bilico spetta a un partito che ha ottenuto almeno un quoziente pieno ma va assegnato non fra i primi dei non eletti su base regionale, in querto caso sarebbe toccato a Lampis, bensì fra quelli degli otto collegi provinciali. In questo caso alla Gallura, la circoscrizione con il resto più alto e in cui è proprio Satta a essere il primo dei non eletti. Contro la decisione dell’Ufficio elettorale Gianni Lampis ed Fdi hanno annunciato immediato appello: «L’ultimo calcolo dei voti è assurdo».

Giuramento difficile. Dunque è Satta, secondo i giudici, il nuovo consigliere. Però per prendere possesso del seggio, dovrebbe giurare in aula, a Cagliari. Ma come fa a giurare chi è in carcere? Chissà. E non è una questione di poco conto: per essere sospeso dall’incarico, come tra l’altro è previsto dopo un lungo iter dalla legge anticorruzione Severino, dovrebbe essere dichiarato ufficialmente decaduto da consigliere regionale ma senza il rito del giuramento, appunto, non è possibile. Se le intenzioni di Satta dovessero essere quelle di non rinunciare al seggio, che ora gli spetta per legge, chiederà un permesso straordinario, si presenterà in aula scortato dalla polizia penitenziaria e soprattutto gli sarà concesso di fregiarsi del titolo di onorevole? (ua)

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