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I porti di Orosei e di Dorgali: progetti finanziati e mai realizzati

di Paolo Merlini
I porti di Orosei e di Dorgali: progetti finanziati e mai realizzati

NUORO. Belli e impossibili. Sul primo aggettivo si potrebbe discutere all’infinito, sul secondo ci sono pochi dubbi: molti progetti della Squadra, in gran parte finanziati, si sono rivelati...

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NUORO. Belli e impossibili. Sul primo aggettivo si potrebbe discutere all’infinito, sul secondo ci sono pochi dubbi: molti progetti della Squadra, in gran parte finanziati, si sono rivelati irrealizzabili, impossibili appunto. C’è un po’ di tutto nel portfolio della ditta Chessa & Pinna che condizionava a proprio favore gli appalti in mezza Sardegna.

Il Betile. Nel sito della Essepi Engineering, per esempio, nella galleria dei “progetti attuali e recenti” compare persino il museo internazionale Betile: i due sodali erano riusciti non si sa come ad affiliarsi allo Studio Archea, tra i nove finalisti del concorso internazionale poi vinto dall’archistar Zaha Hadid, scomparsa il 31 marzo.

Ma la premiata ditta ha sfornato altri progetti del valore di centinaia di migliaia di euro che non sono mai stati realizzati. Oltre ai porti di Arbatax e Tertenia, troviamo infatti quelli di Orosei e di Dorgali. Il primo viene affidato nel 2012 al raggruppamento temporaneo di professionisti (Rtp) che abbiamo già visto all’opera in altri appalti finiti sotto la lente della magistratura: comprende infatti la MarTech degli ingegneri Gianpaolo e Andrea Ritossa, l’Edilogica srl di Francesco Chessa e l’Essepi di Salvatore Pinna. Da notare che al bando avevano partecipato altri otto soggetti, ma anche stavolta la spunta la premiata ditta. I lavori riguardano “interventi di portualità sostenibile con la riqualificazione delle bocche a mare esistenti nella Marina di Orosei”. In realtà è un porticciolo turistico del costo di 7 milioni, per la cui progettazione all’Rtp Pinna-Chessa e Ritossa spetta la somma di 513mila euro. Qualcosa di radicalmente diverso rispetto al proposito dell’amministrazione Derosas, in carica sino al 2011, che aveva chiesto e ottenuto dalla Regione una prima tranche di un milione 250mila euro per l’effettiva riqualificazione delle bocche a mare del Cedrino con il sostanziale rispetto dell’esistente.

Ma i soldi ci sono? Ammesso che siano sufficienti, il Comune di Orosei ha a disposizione 7 milioni per realizzare l’opera? La risposta probabilmente è no, ma si avanti lo stesso. Il cammino del progetto, però, tra ricorsi al Tar e altri impedimenti, non è così liscio, e arriviamo al 25 febbraio scorso quando l’attuale giunta, guidata dal 2011 da Franco Mula, delibera di liquidare un acconto pari a un terzo della parcella totale. Nel frattempo i professionisti all’interno dell’Rpt hanno cominciato a bisticciare: da una parte i Ritossa, dall’altra Chessa e Pinna, come risulta dall’ordinanza dei giudici di Oristano che li ha portati tutti e tre agli arresti. Chessa rivendica la paternità dell’appalto di Orosei «e di aver imposto a Ritossa il pagamento di quanto concordato». Senza dimenticare, fra tutte le spese effettuate, «una percentuale al gruppo dei locali», come dice Pinna (va precisato che a Orosei non ci sono indagati).

Il nome di Francesco Chessa spunta anche in un altro progetto bello e impossibile, l’ampliamento del porto di Cala Gonone. Con la sua Edilogica come capogruppo, infatti, nel 2010 l’ingegnere di Irgoli si aggiudica il bando per la progettazione, sulla base di un progetto preliminare già esistente. Un anno prima, il Comune di Dorgali ottiene dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici un finanziamento ad hoc di 11 milioni di euro, ma per realizzare il porto ne servono molti di più (il costo complessivo previsto è 28 milioni). L’ampliamento prevede 250 posti barca e 200 parcheggi in più.

Da Dorgali a Dakar. Per finanziare i lavori si decide di bandire un appalto in concessione, dove il privato mette mano al portafogli in cambio della gestione dei servizi per un determinato numero di anni. La gara va deserta, e il progetto rimane nel cassetto, non sappiamo se dopo essere stato pagato o meno. Il suo rendering, cioé la simulazione virtuale, compare comunque nel sito della Essepi Engineering di Pinna nella galleria citata all’inizio dei “progetti attuati e recenti”, anche se ufficialmente è della Edilogica di Chessa. Ma lo troviamo anche nel portfolio della Construction Services & Furniture En Afrique, con sede a Dakar, in Senegal. Un’altra scatola vuota?

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