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«Protezione civile, i Comuni accelerino»

«Protezione civile, i Comuni accelerino»

Vertice ad Abbasanta, 109 centri non hanno un piano. Salvamento a mare: stanziati 800mila euro

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SASSARI. L’isola alluvionata è ancora poco protetta. Ci sono Comuni che non hanno neanche un piano di protezione civile. Molti altri, invece, dispongono di strumenti inadeguati o comunque non proprio efficaci. Così la Regione ha appena approvato le linee guida per supportare i Comuni nel percorso che li porterà alla stesura di un moderno e aggiornato piano comunale. E ieri ad Abbasanta l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano ha voluto illustrare le novità direttamente agli amministratori arrivati da tutta l’isola.

I piani comunali. Attualmente in Sardegna 109 Comuni su 377 sono sprovvisti del piano di protezione civile. «Invece altri Comuni hanno dei piani superati – spiega Michele Chessa, il responsabile del servizio di pianificazione e della gestione delle emergenze della protezione civile –. Per questo l’incontro con gli amministratori si è rivelato davvero importante». Il piano comunale ha uno scopo ben preciso. È infatti il principale strumento che regola la complessa macchina dei soccorsi e delle informazioni alla popolazione durante le emergenze, come incendi e alluvioni. «Abbiamo sviluppato le linee guida per la pianificazione comunale in modo da consegnare agli amministratori un valido supporto tecnico – spiega l’assessore Spano –. La Sardegna ha decisamente cambiato passo, stiamo lavorando al piano regionale di protezione civile e restiamo accanto ai sindaci».

Le linee guida. Sono state approvate pochi giorni fa dalla giunta. E si basano su quattro elementi principali: previsione del rischio, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza, con il conseguente ritorno alla normalità. Per questo ogni Comune dovrà elaborare uno strumento di pianificazione e programmazione calibrato sulle caratteristiche del territorio, sui dati demografici e sulla mappa delle infrastrutture.

Salvamento a mare. Durante l’incontro ad Abbasanta è stato affrontato anche il tema del salvamento a mare. Un discorso che riguarda 73 Comuni. «Dobbiamo utilizzare in modo razionale le nostre risorse per rendere i luoghi di balneazione più sicuri» ha detto l’assessore Donatella Spano. L’esponente della giunta Pigliaru ha annunciato che la Regione è riuscita a destinare 800mila euro per il salvamento a mare. Il doppio dello scorso anno, grazie a una integrazione delle risorse regionali con quelle statali. Inoltre le risorse non transiteranno dalla Regione alle Province per poi arrivare ai Comuni. Da quest’anno i contributi arriveranno direttamente nelle tasche delle amministrazioni locali. (d.b.)

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