L’opposizione: sfiducia a Wheeler
Porto Torres, i 4 capigruppo contro il sindaco grillino: ha mentito, via subito
PORTO TORRES. Prove tecniche di spallata. Messe in campo da un’opposizione, unita e ringalluzzita per la prima volta dopo la batosta choc del maggio dello scorso anno, che è decisa a non mollare l’osso sul Conticelligate. L’idea dei quattro capigruppo di opposizione in consiglio, che ieri hanno firmato un comunicato comune, è quello di portare in aula una mozione di sfiducia contro il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler. Reo di aver usato «metodi coercitivi e sessisti» contro l’ex capogruppo M5S Paola Conticelli, ma soprattutto di aver mentito all’assemblea quando gli chiedeva conto della conversazione galeotta nella quale Wheeler intimava alla Conticelli di lasciare il fidanzato, il giornalista Carlo Eletti, o in caso contrario di dimettersi da consigliera.
Parole che il primo cittadino grillino aveva, fino a qualche giorno fa, negato di aver mai pronunciato. E che ora, dopo lo spezzone di registrazione saltato fuori (piccola parte a quanto pare, di quello che Conticelli ha consegnato in procura a corredo della sua denuncia), ammette di aver detto, pur accusando che siano state lette «fuori contesto».
«Lasciamo alla magistratura il compito di stabilire se e quali reati siano stati commessi – attaccano ora i capigruppo di minoranza Alessandro Carta, Massimiliano Ledda, Costantino Ligas e Gianluca Tanda – ma un sindaco che, aldilà della sue incapacità ampiamente dimostrate in questi dieci mesi di governo, mente in questo modo e agisce contro ogni regola democratica non può rivestire quella carica».
Al netto delle prudenze di rito sarà voto di sfiducia insomma. Perché: «I metodi coercitivi usati da Wheeler ed emersi dalle registrazioni pubblicate sono l’aberrazione della rappresentanza democratica e di ogni sua regola. Wheeler ha giurato sulla Costituzione il giorno dell’insediamento e oggi quella Costituzione si ritrova a violentarla. Questa è la sostanza, ma come se non bastasse è anche nella forma che il sindaco ha dato il peggio di sé, e per la carica che ricopre questo non è ammissibile. Ha mentito, spudoratamente, negando di avere detto quelle frasi per poi ammettere la verità solo quando sono state rese pubbliche. Un sindaco che costringe un consigliere comunale a sottomettersi alla sua volontà compie un atto gravissimo che getta un’ombra pesante sulla legittimità degli atti amministrativi. Fatto ancora più grave è che la violenza è stata esercitata su una rappresentante del popolo, condizionando pertanto il suo operato legittimato dal suo mandato».
Parole pesanti e unità ritrovata, che potrebbe aprire qualche crepa nel monolite grillino. I duri e puri del Movimento, dopo gli scossoni iniziali, si stanno ricompattando. Ma c’è grande preoccupazione per cosa ancora possa uscire fuori dalle registrazioni (e dagli screen di sms e chat salvati) consegnate in procura da Paola Conticelli, con la quale per mesi lo scontro è stato molto duro. Se infatti anche l’ultima difesa di Wheeler delle «parole fuori contesto» dovesse, sentendo gli audio completi, saltare per aria, la posizione del sindaco del Kansas potrebbe essere difficile da difendere anche a livello nazionale, visti i grandi e delicatissimi appuntamenti elettorali alle porte.
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