Sull’agenzia Forestas resta ancora lo scontro
La maggioranza: «Da oggi assunzioni solo per concorso contro le clientele» L’opposizione: «È un colpo basso che cancella i diritti dei lavoratori»
CAGLIARI. L’Agenzia Forestas da due giorni è una realtà giuridica, ma la vera impresa dei consiglieri regionali che hanno votato la riforma, quelli del centrosinistra, potrebbe essere stata un’altra. Questa: da oggi in poi le assunzioni nell’ex Ente foreste non saranno per chiamata personale. Niente più clientele e spartizioni, come raccontano gli archivi e diverse relazioni della Corte dei conti. Le assunzioni diventeranno trasparenti, solo per concorso e anche quelle degli stagionali saranno «pescate» in esclusiva dall’elenco degli ex uffici di collocamento. È la fine di un’epoca per un colosso che anche di recente, nel dibattito in aula, è stato bollato come il carrozzone. Niente da dire sull’onorabilità di neanche uno degli oltre seimila dipendenti, ma è noto che in passato su quelle buste paga sono state costruite molte, troppe, carriere politiche e di ogni estrazione. «È anche una legge moralizzatrice», ha detto all’indomani del sì a maggioranza l’assessore all’Ambiente Donatella Spano. Anche se per l’opposizione di centrodestra, che al momento del voto ha abbandonato l’aula per protesta, avverrà l’esatto contrario: «È stato invece accentrato il potere in mano a un amministratore unico nominato e controllato dalla Giunta, cioè sempre dalla politica». Il futuro dirà chi ha ragione, per ora il commento in prima fila è quello del governatore Francesco Pigliaru: «Abbiamo un’altra riforma che la Sardegna attendeva da anni e chiusa in tempi brevissimi, nel rispetto del programma proposto agli elettori nel 2014 e oggi di un cronoprogramma che procede sempre più con passo spedito». Non tutto però è stato facile: sul contratto complesso dei forestali, la maggioranza ha trovato l’equilibrio quasi in dirittura d’arrivo ed è riuscita poi a non scaricare sulle casse pubbliche un costo extra di 18 milioni. Sarebbe accaduto se gli stessi dipendenti fossero passati in blocco nell’organico dei regionali. «Abbiamo scelto la soluzione migliore – ha detto il presidente della commissione Territorio Antonio Solinas del Pd – ma siamo pronti a discutere altre possibilità appena ce lo permetteranno le condizioni giuridiche». Con un’altra novità: altri 300 operai stagionali, in tutto sono 1.613, passeranno dal contratto semestrale a quello annuale e continuerà così fino ad esaurimento. Ma anche questo passaggio è stato contestato dall’opposizione e in particolare da Gianluigi Rubiu dell’Udc: «Siamo di fronte invece a una discriminazione assurda, decisa anche senza aver ascoltato i sindacati». Pietro Pittalis di Forza Italia è andato oltre: «Ai lavoratori di Forestas il centrosinistra ha inferto uno schiaffo senza precedenti. Con un colpo basso dopo l’altro, ha affondato più di un diritto acquisito». Da questo scontro il centrosinistra è uscito comunque compatto, mentre ha vacillato sulla definizione di bosco. Con addirittura sette consiglieri dei gruppi Sdl e Upc che hanno votato contro il testo proposto da Giunta e commissione. La ferita è ancora aperta il giorno dopo. In un comunicato Pier Mario Manca (Partito dei sardi) che non ha partecipato alla conferenza stampa del centrosinistra, ha ribadito: «Considerare bosco anche i terreni che hanno una copertura minima (intesa come chioma degli alberi) di solo il 20 per cento che non esiste in Sardegna, provocherà molti danni agli agricoltori. Rischiano di essere tagliati fuori dai contributi europei del Piano comunitario». Contestazione interna che ha trovato la risposta di Pietro Cocco, capogruppo del Pd: «È vero l’esatto contrario – ha detto – Se avessimo scritto che la copertura doveva essere del 40 per cento, come proposto, allora si che avremmo messo in difficoltà gli agricoltori. Invece abbiamo seguito le direttive nazionali e non ci saranno penalizzazioni nei contributi previsti dal Piano agricolo e neanche dal Programma rurale». Ora Forestas dovrà essere messa in piedi con la nomina dell’amministratore e del comitato territoriale che sarà scelto e composto dai sindaci. Il primo compito sarà approvare lo statuto, scegliere la sede e questo sarà un altro problema per il centrosinistra. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
