Aias, i dipendenti denunciano l’azienda
CAGLIARI. La presidente scrive ai dipendenti per dire che lo stipendio di dicembre 2015 non sarà pagato neppure questo mese. E intanto alcuni dipendenti bussano alle porte dell’Ispettorato del lavoro...
CAGLIARI. La presidente scrive ai dipendenti per dire che lo stipendio di dicembre 2015 non sarà pagato neppure questo mese. E intanto alcuni dipendenti bussano alle porte dell’Ispettorato del lavoro per denunciare non soltanto che gli stipendi non arrivano ma anche che nel Cud consegnato dall’azienda sono riportate informazioni false. La vicenda Aias-Fondazione si complica. Perché i dipendenti, che lavorano gratis da diversi mesi, hanno sollevato i toni e i modi della protesta. Domani alle 10 i rappresentanti sindacali saranno ricevuti dall’assessore alla Sanità Luigi Arru (l’incontro previsto ieri è slittato per gli impegni a Olbia), nel frattempo fanno pressing sulle Asl per ottenere il pagamento degli stipendi attraverso l’applicazione dell’articolo 1676 del Codice civile, procedura legittimata dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto un ricorso presentato dai vertici dell’Aias.
La lettera. Per la seconda volta in meno di due settimane la presidente dell’Aias Anna Paola Randazzo decide di rivolgersi ai dipendenti con una lettera. Le sue parole non sono confortanti, anzi. Il numero 1 dell’associazione dice che le vicende di Decimomannu (i maltrattamenti ai pazienti venuti alla luce nella struttura) hanno avuto ripercussioni nei rapporti con le Banche con le quali l’Aias abitualmente opera. L’associazione, scrive la presidente, è stata invitata a fornire agli istituti di credito in questione il bilancio consuntivo 2015 e di previsione 2016: appare chiaro che le Banche vogliano verificare la situazione economico-finanziaria dell’associazione per valutare se tenere aperti o chiudere i rubinetti del credito. Per i lavoratori è una notizia pessima. Perché, come spiega la stessa presidente, mette ancora in stand by il pagamento degli stipendi arretrati, a iniziare da quello di dicembre 2015, il primo che manca all’appello per i 1100 dipendenti della famiglia Randazzo.
Le denunce. Alcuni l’avevano già fatto qualche anno fa, quando erano iniziati i problemi nell’erogazione degli stipendi. Altri hanno deciso di presentarsi in questi giorni all’Ispettorato del lavoro per denunciare la mancata erogazione degli stipendi: cinque mensilità arretrate (compreso aprile), il saldo della tredicesima e i bonus da 80 euro del governo Renzi. Ma alla denuncia si aggiunge un altro particolare: i lavoratori chiedono all’Ispettorato di intervenire a proposito dei Cud consegnati dall’azienda, relativi ai compensi del 2015. Documenti in cui si riportano dati non veri, visto che i dipendenti non ricevono lo stipendio da dicembre.
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