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Nasce la staffetta generazionale

Nasce la staffetta generazionale

Proposta del presidente di Confcooperative: «Prima in pensione? Paghiamo noi»

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ROMA. «Pensione anticipata, e senza ritocchi, per i lavoratori in uscita prima del raggiungimento dell’età pensionabile per lasciare il posto a un giovane in cerca di occupazione. La differenza tra trattamento pensionistico pieno e quello anticipato? La mettono le imprese. Dalla nostra proposta effetti positivi per tutti: per il lavoratore in uscita, il giovane assunto e i conti dell’Inps».

Confcooperative la definisce «staffetta generazionale». In particolare la proposta è di Maurizio Gardini, presidente di quella che è la principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo (con 19mila cooperative associate, oltre 3,3 milioni di soci, 530mila occupati e 66 miliardi di fatturato aggregato). «Contrastare il 36,7% di disoccupazione giovanile è una crociata che nessuno può disertare - sottolinea Gardini -. È una crociata di civiltà. Di diritto. Di futuro. Da imprenditore, utilizzerei la flessibilità in uscita per promuovere la staffetta generazionale, al punto da pagare cash e anticipato per 10 anni la differenza tra la pensione piena e quella ridotta per chi è a un anno dalla pensione».

Gardini presenterà la sua proposta a Roma mercoledì 4 maggio, in occasione della 39esima assemblea nazionale dell’organizzazione.

«Trasformo il concetto in numeri con un esempio. Supponiamo che un lavoratore al raggiungimento dell’età pensionabile percepisca 1.500 euro al mese. Uscendo un anno prima perderebbe 50euro al mese, cioè 650 euro all’anno, tredicesima compresa. Bene, se io imprenditore potessi anticipare al lavoratore la somma a cui rinuncia nell’arco di 10 anni, magari esentasse per il lavoratore, sarei ben felice di poterlo fare, perché, per esempio, potrei assumere un giovane».

Una modo, secondo l’attuale presidente di Confcooperative, per accontentare il lavoratore in uscita e permettere ai giovani di accedere al mercato del lavoro. Così come nelle aziende, con i nuovi assunti, entrerebbe «una ventata di aria fresca un rinnovamento della forza lavoro che ne accrescerebbe la produttività. Infine lo Stato, sia dal punto di vista finanziario che sociale. I conti pubblici potrebbero contare sull’apertura di nuove posizioni previdenziali, oltre a un maggiore gettito fiscale», dichiara ancora Gardini.

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