La Gallura è pronta a fare fronte unico
Le due unioni dei Comuni affronteranno il problema e l’ipotesi di un piano di accoglienza unitario
AGLIENTU. La struttura di Aglientu che era stata individuata per ospitare i migranti è stata dichiarata non idonea per accogliere 80 ospiti. Per ora il sindaco spera di avere congelato l’accoglienza prevista nel territorio di Aglientu. E così, l'occupazione pacifica del Comune di Aglientu da parte di un comitato di cittadini è finita ma i rappresentati assicurano che veglieranno dalle loro case e si impegneranno per aiutare le istituzioni in un’azione di accoglienza e collaborazione. Un’altra buona notizia era arrivata dell'Unione dei comuni dell’Alta Gallura, quando si era discusso degli immigrati che dovrebbero arrivare in paese.
«Un progetto tutto gallurese che riguarda la questione degli immigrati – spiega il presidente dell'unione, Toni Stangoni – abbiamo deciso di presentare nel Plus di Tempio un progetto di inclusione con tutti i comuni e gli operatori sociali. Inoltre, nella riunione di domani a Tempio con la Regione, si discuterà con i comuni dell'altra unione gallurese per presentare un progetto nel piano strategico territoriale». I sindaci chiedono, dunque, sinergia tra il governo, la prefettura e gli enti locali. «L'incontro è stato costruttivo – aggiunge il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto – i nove primi cittadini dell'Unione dei comuni Alta Gallura hanno dialogato e cercato di capire il grave fenomeno europeo che ci sta attanagliando un po' tutti. Non è più possibile che la Sardegna continui a prestare il fianco in silenzio a un fenomeno che sta aumentando. Vogliamo l'accoglienza ma in modo ordinato, senza sciacallaggi. Alcuni sindaci hanno preso coscienza solo dopo l'incontro della gravità della situazione», ha ricordato Tirotto.
Il sindaco di Aglientu, poi, parla di unità di intenti e gestire il problema come una risorsa: «Se si mette in piedi un progetto organico sarà un successo per tutti – continua Tirotto – dobbiamo far si che nasca un progetto gestito da persone del posto, in modo che questa opportunità di accoglienza si trasformi in una risorsa. Mi spiego meglio: umanamente vogliamo accogliere le persone nel migliore dei modi e per farlo dobbiamo cercare di proporre dei centri che possano contare su professionalità come infermieri, interpreti e tutto quello che serve».
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