Povertà e disagio sociale, un piano da 350 milioni
Pigliaru: «Basta con l’assistenzialismo, sì a progetti destinati all’inclusione» L’obiettivo: sostenere chi è in difficoltà con l’inserimento nel mercato del lavoro
CAGLIARI. La povertà cresce, terrorizza, distrugge. Va aggredita e sconfitta, ma se in questa guerra sociale l’arma continuerà a essere solo quella spuntata e passiva dell’assistenzialismo, sarà sempre più difficile salvare e riportare alla vita normale chi oggi è in fondo al pozzo della disperazione. «Dobbiamo e vogliamo cambiare strategia», ha detto il presidente della regione Francesco Pigliaru, nel presentare, insieme agli assessori al Lavoro e alla Sanità, Virginia Mura e Luigi Arru, il piano per una realizzare nuova «Società inclusiva».
Cambio di marcia. È soprattutto nell’obiettivo: «Vogliamo che le 147mila famiglie sarde oggi in difficoltà si rialzino e partecipino in quello che potremmo definire un percorso guidato, sostenuto e sollecitato di una loro riabilitazione sociale ed economica». È una strada, quella del welfare intelligente e produttivo, che potrà contare su un finanziamento di 351 milioni quest’anno e altrettanti nel 2017 e nel 2018. Milioni messi assieme grazie all’accordo fra sei assessorati, con la Regione che finanzierà il 70 per cento del budget, 237 milioni, mentre il resto arriverà dallo Stato e dai fondi europei.
Gli interventi. Approvata dalla Giunta, la delibera è suddivisa in sei aree: protezione sociale, 216,15 milioni, lotta alla povertà 55,7, politiche per l’inclusione 23,2, sostegno alle famiglie 27,9 e innovazione sociale 18,9. A sua volta ciascuna area, avrà diversi obiettivi da raggiungere: socio-sanitari, inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate ed emarginate, oppure superare il “disagio casa”, e ancora avviare e realizzare progetti personalizzati per famiglie, portatori di hadicap e non autosufficienti fino a gettare le basi per un prossimo reddito di cittadinanza, con una proposta già all’esame del Consiglio regionale. Con questa sintesi finale: «Garantire, a tappe forzate, il massimo possibile della coesione e dell’equità sociale».
Lavorare insieme. «Finora c’è stato uno scarso coordinamento fra i vari interventi – ha detto Pigliaru – Ora incroceremo i dati e sapremo subito chi prende contributi e da quali fonti. Con questo nuovo approccio, potremo controllare anche l’efficacia della strategia e i risultati ottenuti sul campo. In altre parole, ogni azione sarà mirata e non ci saranno sprechi. Basta – ha concluso il presidente – con i vecchi sistemi a pioggia e assistenziali. Abbiamo le scatole piene di una Regione che lavora per compartimenti stagni, in cui c’è chi cura il proprio orticello, magari a fini elettorali e non punta invece a quello che serve: il bene comune». Concetti ribaditi dagli assessori al fianco del del governatore. Virginia Mura ha detto: «La rete di sostegno sarà trasparente e allo stesso tempo concreta». Luigi Arru ha sottolineato: «Sosterremo le persone in difficoltà con modelli che puntano al riscatto e in cui il protagonista sarà proprio chi vogliamo far uscire dal tunnel della disperazione».
L’opposizione. Forza Italia, col capogruppo Pietro Pittalis, ha commentato il pacchetto solidarietà: «È solo un altro annuncio e stavolta è addirittura peggio dei precedenti. Dopo due anni e mezzo di nulla, la Giunta ora confeziona e spaccia progetti a un mese dalle amministrative e aperto di fatto una campagna elettorale strisciante». (ua)
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