La Nuova Sardegna

Da Roma alla Regione Va avanti la protesta delle tute verdi

di Tamara Peddis
Da Roma alla Regione Va avanti la protesta delle tute verdi

Manifestazione Eurallumina davanti all’assessorato all’Ambiente Dal governo risposte positive ma gli impianti sono ancora fermi

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IGLESIAS. Da Roma a Cagliari: la mobilitazione dei lavoratori Eurallumina di Portovesme, non si è fermata neanche ieri mattina quando il gruppo di operai che per sette giorni ha presidiato piazza Montecitorio, nella Capitale, e incontrato anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi oltre ad altri esponenti del governo come il sottosegretario Claudio De Vincenti, è arrivato all'aeroporto di Elmas.

Gli operai con megafono e trombette al loro arrivo, sono stati accolti dalle urla incoraggianti dei colleghi che si sono presentati nello scalo di Elmas con bandiere e striscioni creando momenti di tensione e confusione dentro e fuori l'aeroporto. "Lavoro, sviluppo, occupazione", "Un operaio e una famiglia" urlavano tutti insieme battendo i caschi bianchi sull'asfalto. Abbracci, pacche sulle spalle e tanta determinazione per una battaglia che pare essere giunta alla fase finale e che negli ultimi giorni ha visto diverse iniziative di mobilitazione, non solo a Roma, ma anche nel Sulcis Iglesiente e a Cagliari. Le tute verdi hanno raggiunto il centro di capoluogo e in un lungo corteo si sono dirette in viale Trento davanti al palazzo della Regione e successivamente davanti alla sede dell'assessorato all'ambiente in via Roma dove i lavoratori si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime iniziative di mobilitazione che continueranno fino a giugno mese nel quale è prevista la conferenza che dovrà decidere se esistono tutte le condizioni per l'avvio degli investimenti, realizzare il progetto industriale finalizzato alla ripresa produttiva della fabbrica e all'occupazione di oltre trecento lavoratori, gran parte dei quali lottano da oltre sette anni per la rimessa in marcia degli impianti. I lavoratori sono in stato di agitazione, in quanto temono che in caso di esito negativo si perda un investimento di circa 190 milioni di euro che darebbe lavoro a 357 dipendenti (con una novantina di nuovi assunti), oltre a operai dell’indotto e degli appalti. Il progetto all’attenzione del Savi, Servizio per la valutazione ambientale della Regione, include una nuova centrale termica a carbone, l’adeguamento della raffineria per utilizzare bauxiti tri-idrate come materia prima per la produzione dell’allumina e l’ampliamento del bacino dei fanghi rossi, residui del ciclo produttivo.

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