Legge sul lavoro, Cisl contro Regione: «Occasione persa»
CAGLIARI. Un colosso con i piedi d'argilla. È questo il rischio che, secondo la Cisl, sta correndo la proposta di legge sulla disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro in questi giorni...
Un colosso con i piedi d'argilla. È questo il rischio che, secondo la Cisl, sta correndo la proposta di legge sulla disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro in questi giorni in discussione in Consiglio regionale. «Senza i correttivi che la Cisl avrebbe segnalato se la Commissione consiliare non avesse dimenticato di convocare le segreterie confederali la legge sarà l'ennesima occasione sprecata», spiega il segretario generale Oriana Putzolu. I motivi sono quattro. La legge esclude i principali attori del mercato del lavoro dalla possibilità di partecipare alla governance attraverso un comitato ad hoc. Poi, non prevede la possibilità di accesso e fruizione dei dati del sistema informativo regionale a tutti i soggetti partecipanti alle politiche per il lavoro. Inoltre sarebbe necessaria l'integrazione dell'Osservatorio del mercato del lavoro col sistema statistico regionale. E, infine, la legge in elaborazione trascura alcuni adempimenti senza i quali la paralisi delle attività è certa. Uno per tutti: i lunghi periodi di assenza del direttore dell'Agenzia regionale soggetto allo spoil system.
La Cisl regionale, dunque, ritiene fondamentale la proposta di riforma dei servizi e delle politiche per il lavoro. Sarebbe necessario un sistema di servizi dove pubblico e soggetti privati accreditati possano realmente costruire una filiera integrata per accompagnare giovani, disoccupati, lavoratori a individuare la propria collocazione sul mercato del lavoro.
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