La Nuova Sardegna

cerimonia CON IL VESCOVO MELIS

Nule, l’appello della comunità: «Vogliamo la verità su Stefano»

di Elena Corveddu
Nule, l’appello della comunità: «Vogliamo la verità su Stefano»

NULE. Un cielo grigio ha accompagnato il silenzioso corteo ieri sera da piazza del popolo fino alla chiesa Santa Croce di Nule. Ieri sera Stefano era negli occhi degli amici, negli occhi della folla...

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NULE. Un cielo grigio ha accompagnato il silenzioso corteo ieri sera da piazza del popolo fino alla chiesa Santa Croce di Nule. Ieri sera Stefano era negli occhi degli amici, negli occhi della folla accorsa nel suo paese per stare vicino e portare una parola di conforto alla sua famiglia. Stefano ieri sera era nell’aria, così come si è fatta sentire la sua assenza durante questo lungo anno, ieri si avvertiva la sua “presenza”. Attraverso un passaparola che ha varcato presto i confini del paese, l’appuntamento è stato fissato per le 20.30 in piazza del popolo, per poi recarsi nella chiesa Santa Croce alle 21 per il momento di preghiera. Tra la folla si riconoscono con facilità i fratelli di Stefano Masala. Il padre non c’era, forse troppo provato da un dolore sempre più pesante da sopportare. Ma la famiglia continua a mostrarsi determinata e chiede giustizia. Ieri serà però era il momento del dolore e della preghiera. Si è scelta la forma della cerimonia pubblica. Presente alla fiaccolata il vescovo di Ozieri Corrado Melis, il parroco di Nule don Mimmino Cossu e tanti altri parroci della diocesi di Ozieri. C’erano anche il sindaco Giuseppe Mellino e gli altri amministratori. La famiglia Masala non è sola, e lo hanno dimostrato le tantissime persone arrivate da tutto il Goceano e da altre zone dell’isola.

Tutti attendono il “ritorno” di Stefano, tutti esigono una risposta a questo mistero per sfogare tutto il dolore accumulato in questi dodici mesi. La sera del 7 maggio verso le 21 il cellulare di Stefano, un Nokia bianco, è spento o irraggiungibile. Da quel giorno Stefano non ha più risposto. Il giovane è svanito nel nulla.

I familiari di Stefano Masala erano abituati a vederlo sempre tornare a casa la sera, ma non quella sera. Stefano non rientrò dalla sua mamma Carmela e dal padre Marco, dalla gemella Alessandra, e dai fratelli Giuseppe e Valentina. Oggi è la festa della mamma, ma Stefano non potrà festeggiare con la mamma Carmela. Mentre lei prega ogni giorno e soffre, costretta prima su una sedia a rotelle e adesso su un letto da una malattia che la logora giorno dopo giorno.

Su Facebook un video, pubblicato dal fratello Giuseppe, racconta brevemente il dolore della famiglia e invita, ancora una volta, chi sa qualcosa a parlare. Nel video tra le immagini di Stefano si legge: «Stefano non è tornato a casa, siamo stati abbandonati dallo Stato, si sono dimenticati di Stefano. Chiediamo giustizia e verità, la madre ormai malata aspetta ancora suo figlio, così come tutta la sua famiglia, distrutta dal dolore. Chi sa parli».

Durante la cerimonia hanno riecheggiato nella chiese le dure le parole del vescovo Melis. «Dov’è la coscienza di chi sa e non parla? – E ha aggiunto –. Non cerchiamo il dolore, ma oggi questo dolore può diventare riflessione per diventare una società migliore. Dobbiamo essere sempre dalla parte della verità anche se questa fa male. La verità va cercata e costruita. Oggi questo rosario, in questa chiesa, è momento di piena solidarietà per la famiglia Masala e tutta la comunità. Ci deve essere una nuova resurrezione e speranza di vita, per Stefano e per tutti noi».

E tutta la comunità si è identificata nelle parole del vescovo. L’angoscia non solo di una famiglia, ma di un intero territorio che aspetta da oltre un anno di sapere cosa è successo a Stefano.

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