La Nuova Sardegna

No ai test Invalsi, docenti in piazza

di Stefano Ambu
No ai test Invalsi, docenti in piazza

Sit-in e scioperi in tutta l’isola. Proteste anche per gli imminenti trasferimenti

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CAGLIARI. “Cun sos collegas nugoresas e cuntra s'Invalsi e sa lei 107". Il dono della sintesi della protesta dei Cobas in uno striscione scritto in limba con lo spray e poi appeso davanti al Bastione di Cagliari. Sos collegas nugoresas sono le tre docenti di un istituto del capoluogo barbaricino sospese con l'accusa di non aver fatto allenare gli studenti alle prove Invalsi. Le Invalsi sono invece le prove a quiz che ieri, in diverse scuole superiori dell'isola, sono saltate proprio a causa degli scioperi degli insegnanti. Mentre "sa lei 107" è la legge della riforma della scuola che ai sindacati non è mai piaciuta: né prima del voto in Parlamento, né dopo, nella sua prima stagione di applicazione. Ieri terza giornata di lotta dopo le prime due battaglie ai quiz del 4 e 5 maggio riservati alle elementari. Tre sit in: a Cagliari, Nuoro e Sassari organizzati anche per raccogliere firme per il referendum che punta a cambiare la "Buona scuola" del governo Renzi. L'obiettivo sardo è quello di raggiungere al più presto 20mila adesioni. «È andata clamorosamente bene – spiega Nicola Giua, Cobas – sono saltate tante prove Invalsi in diverse scuole importanti di Cagliari, Nuoro e Oristano. A Nuoro la solidarietà alle insegnanti sospese è stata manifestata anche da tantissimi studenti». «L'episodio – ha detto Andrea De Giorgi, Cobas, presente alla manifestazione di Cagliari – ha messo in mostra come i nuovi poteri del dirigente scolastico, combinati con le sanzioni della legge Brunetta, abbiano effetti esplosivi anche nei confronti delle scelte dei docenti sull'insegnamento». Torna in ballo anche la questione trasferimenti. Proprio in queste settimane migliaia di docenti neoassunti dovranno inviare la domanda di trasferimento al Ministero. «Stanno dividendo la categoria – ha continuato De Giorgi – in docenti di serie A e B». Alla giornata di mobilitazione hanno aderito anche altre sigle sindacali. Per il 20 maggio è in programma lo sciopero generale indetto questa volta da Cgil, Cisl e Uil. Temi: contratto, situazione Ata, precariato, chiamata diretta dei presidi, investimenti nell'istruzione.

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