Ryanair, anche l’inverno in bilico Il tempo stringe, Delrio promette

La compagnia chiuderà la base di Alghero se a giugno non arriveranno garanzie sul taglio delle tasse Il ministro ribadisce l’impegno a Pigliaru ma bisogna trovare finanziamenti alternativi per le pensioni

SASSARI. Il ministro conferma l’impegno a tagliare le tasse prima di settembre, il sottosegretario prende tempo. E rimanda la decisione all’autunno, quando Ryanair avrà già fatto le valigie e chiuso la base di Alghero. C’è chi grida vergogna (il deputato Pili) e chi invece pensa positivo (il sindaco di Alghero Mario Bruno). Intanto il calendario cammina veloce e la certezza è una sola: se le risposte non arriveranno in tempi brevi – almeno sulla questione principale – l’aeroporto dovrà fare un altro mezzo miracolo per mettere in piedi la stagione invernale dei collegamenti. Perché se i tempi si allungheranno Ryanair non ci sarà. Le condizioni imposte dalla compagnia – anche in occasione dell’ultimo incontro con i sindaci di Alghero e Sassari a Dublino – sono chiarissime: entro metà giugno dovrà essere garantito che l’aumento delle tasse (2,50 euro) stabilito a gennaio, sarà eliminato. Solo in questo caso la compagnia irlandese tornerà sui suoi passi e ricomincerà a investire sull’aeroporto di Alghero. Come se nulla, in questo anno convulso, fosse accaduto.

La Regione e il Governo. C’è intesa, dice il presidente Francesco Pigliaru. E il ministro dei Trasporti Graziano Delrio conferma. Il governo Renzi ha capito che l’aumento delle tasse aeroportuali con conseguente fuga di Ryanair rappresenta per la Sardegna una mazzata all’economia già fragile e segnata dal gap insularità. Per questo, quando Pigliaru venerdì sera ha telefonato al ministro, Delrio ha accolto la richiesta: la decisione di tagliare le tasse sarà presa prima di settembre perché, ha detto Pigliaru, «per noi è essenziale fare in fretta». La telefonata, imprevista, è stata fatta dopo la risposta del sottosegretario De Filippo a Mauro Pili (Gruppo misto) che alla Camera lo interrogava su continuità territoriale low cost. La risposta di De Filippo ha fatto balzare sulla sedia Pigliaru. Il sottosegretario ha infatti detto che solo dopo il 30 settembre e solo sulla base del gettito assicurato dalle tasse, con un decreto interministeriale sarà possibile prevedere il ritocco (al ribasso) degli importi.

Il ministero. Ma Delrio non torna indietro. Attraverso i suoi più stretti collaboratori conferma l’impegno a tagliare la tassa e a farlo prima di settembre, come garantito al governatore Pigliaru. Il ministro dice che non c’è stato un corto circuito nelle comunicazioni da parte del governo ma esce dal burocratese stretto di De Filippo: il termine stabilito dal sottosegretario (30 settembre) rappresenterebbe il limite massimo all’interno della trattativa. Restano i dubbi, per ora è impossibile capire se l’accordo sarà raggiunto entro un mese, come chiede Ryanair. Perché c’è un grosso problema da risolvere. Se le tasse aeroportuali saranno tagliate, bisognerà trovare immediatamente una fonte di finanziamento alternativa per garantire le stesse entrate all’Inps: quei soldi – che non sono destinati al Fondo per il volo Alitalia e Meridiana – servono per pagare pensioni e mobilità. Ed è evidente che il rubinetto non può essere chiuso all’improvviso.

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