La Nuova Sardegna

I sindacati in piazza: via la Fornero

Giovedì la manifestazione a Roma dei pensionati: Renzi cancelli la legge di Monti

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CAGLIARI. Peggio di così i pensionati non possono stare. Per colpa della riforma Fornero, il loro potere d’acquisto è crollato: meno 30 per cento negli ultimi 15 anni, un’enormità se l’assegno mensile supera appena i mille euro. C’è chi sta ancora peggio e sono quelli che in media, ogni 30 giorni, ricevono dall’Inps non più di 715 euro, con un balzo indietro fino a 500 euro se l’assegno è di reversibilità. Il mezzo milione di pensionati sardi, però dentro ci sono anche quelli che hanno un mensile super, sono all’angolo anche per un altro motivo. «In una società che ci mette contro i giovani e ci fa sembrare come quelli che vivono a sbaffo, non possiamo certo vivere bene», è la sintesi dei sindacati. Portafogli depredato e contrapposizione generazionale: è un disastro. Giovedì, a Roma, le segreterie regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil saranno in testa alla manifestazione nazionale organizzata per mettere pressione sul governo Renzi. In 500 partiranno, per chiedere a gran voce l’azzeramento della Fornero, «ha provocato un disastro dopo l’altro – è la sintesi della protesta – con il blocco delle rivalutazioni», e anche «interventi decisi, perché essere considerati zavorra è un’offesa insopportabile», è il secondo grido che si solleverà dal corteo fra Palazzo Chigi, i ministeri e la sede dell’Inps. Se i giovani sono allo stremo per il lavoro che non c’è, i pensionati – spesso sono proprio loro a ad aiutare le famiglie dei figli disoccupati – vivono da troppo tempo sotto pressione. Gli esempi più preoccupanti non mancano: c’è chi rinuncia persino a cure e farmaci, costano troppo, e in una società come quella sarda dove il tasso d’invecchiamento cresce alla fine sono sempre più alto il prezzo sociale. Poi, nel fardello, c’è anche l’esagerata pressione delle tasse locali. Quando lo Stato taglia i trasferimenti, e lo fa un mese sì e l’altro pure, Comuni e Regione sono costretti ad affondare ancor di più le mani nelle tasche dei cittadini. Ma poi i servizi non migliorano certo. Anzi, anno dopo anno, ad andare a picco è il welfare, con sempre più gente disperata e ostaggio della povertà. «La nostra manifestazione a Roma – sono state le parole di Piero Agus della Cisl – sarà un atto di ribellione. L’emergenza è quotidiana. Lo Stato non ci ascolta e anche la Regione è lontana dai problemi reali». Per Rinaldo Mereu della Uil, «dal Governo continuano ad arrivare solo decisioni confuse e il conflitto sociale aumenta. Dove sono finti gli annunci sul reddito di cittadinanza o le legge per la famiglia e l’autosufficienza? Purtroppo nel nulla». Giovedì il sindacato dei pensionati – e lo farà anche per i giovani – chiederà al Governo «il rispetto di tutti i diritti negati e cancellati». Ma anche la Regione deve fare la sua parte, è stato il monito lanciato da Mina Cilloni della Cgil: «In Sardegna, oggi il welfare è solo un pericoloso salto nel buio».

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