I vertici dell’Aias: «Stipendi non pagati per colpa delle Asl»
In commissione Sanità il direttore Vittorio Randazzo La Regione: non possono essere i lavoratori a rimetterci
CAGLIARI. Il direttore Vittorio Randazzo presenta il conto e spiega perché, secondo i vertici dell’Aias, da mesi non è possibile pagare gli stipendi ai lavoratori: cinque mensilità arretrate per i dipendenti dei centri distribuiti in tutta la Sardegna, sei mensilità congelate per i lavoratori impiegati nelle Rsa della Fondazione Stefania Randazzo. Il direttore amministrativo ha parlato davanti alla commissione Sanità, della quale da poco non fa più parte il fratello Alberto, sostituito dal neo consigliere regionale di Forza Italia Giancarlo Carta. L’audizione era stata chiesta dagli stessi dirigenti Aias e sollecitata in una lettera, rivolta anche al governatore Pigliaru, dal presidente Anna Paola Randazzo.
L’audizione. «Ci troviamo in una situazione molto difficile per la mancanza di liquidità – ha detto Vittorio Randazzo alla commissione presieduta da Mondo Perra (Psi) – e chiediamo di favorire il dialogo con l’assessorato e le Asl, che per quanto ci riguarda abbiamo sempre cercato». Randazzo ha denunciato «un arretrato molto consistente nei pagamenti delle nostre prestazioni, che riguarda il saldo del 2015 e la parte corrente di quest’anno, 2,5 milioni per il 2015 e 9,5 milioni per il 2016». Lo stesso direttore ha suggerito la possibilità di arrivare a una transazione per risolvere un vecchio contenzioso da 2,6 milioni di euro con la ex Usl di Alghero ai quali si aggiungono interessi per 5,6 milioni: «Somme che consentirebbero di recuperare tutti gli stipendi arretrati ai dipendenti».
I commissari. Il dibattito è stato partecipato, i commissari conoscono bene la situazione delicatissima dei lavoratori. Che hanno grosse difficoltà ad andare avanti: l’ultimo stipendio (quello di novembre per l’Aias e di settembre per la Fondazione) è stato pagato il 21 marzo. Ma è una goccia che non ha sistemato conti in rossi e non ha accontentato le banche che chiudono la porta anche di fronte alla richiesta di piccoli prestiti, indispensabili per fare fronte alle emergenze quotidiane. Per questo la commissione ha preso tempo e ha deciso di sentire anche i rappresentanti sindacali. Randazzo ha indicato le sigle firmatarie del contratto (Ugl, Isa e Fials) ma è praticamente scontato che in audizione siano chiamati i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, impegnati da mesi (se non da anni) nella difesa dei diritti dei lavoratori. Che, nel frattempo, confermano la convocazione dell’assemblea il 30 maggio».
La Regione. I rapporti tra la direzione Aias e la Regione, assessorato alla Sanità, non sono idilliaci. Tempo fa l’assessore Arru ha invitato le Asl, sulla base di un pronunciamento del Consiglio di Stato, ad applicare l’articolo 1676 del codice civile: cioè a pagare gli stipendi ai lavoratori. Dopo l’audizione in commissione, Arru ha ribadito l’impegno a fare chiarezza sui crediti vantati dall’Aias: «L’assessorato non ha mai detto che le somme, se dovute, non debbano essere pagate». Ma, ha sottolineato Arru, «i contenziosi in corso con la Regione non possono essere utilizzati per non pagare gli stipendi e non possono essere i dipendenti a rimetterci. Negli anni, anche a fronte di pagamenti costanti e regolari, mensilità e tredicesime sono saltate immotivatamente».
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