Aias, in Regione il caos stipendi
Oggi incontro con Sel, domani sit-in all’assessorato alla Sanità. I lavoratori pronti a occupare le Asl
di Silvia Sanna
CAGLIARI
Erano tanti, come non si vedeva da molto tempo. La rabbia e la preoccupazione hanno spinto anche i più timorosi a uscire allo scoperto per combattere insieme ai colleghi e chiedere il rispetto di un diritto basilare: chi lavora deve essere pagato. All’Aias e alla Fondazione Randazzo questo diritto non viene rispettato: gli stipendi arrivano a singhiozzo, l’ultimo è stato pagato il 21 marzo e corrisponde ai compensi di novembre per l’Aias e di settembre per i dipendenti della Fondazione. All’appello mancano diverse mensilità e le rassicurazioni della presidente Aias Anna Paola Randazzo “entro il 10 giugno pagheremo uno stipendio” non sono sufficienti a placare persone esasperate, alle prese con i conti in rosso e la difficoltà a fare fronte alle spese quotidiane. Ieri l’assemblea dei lavoratori Aias ha tracciato la linea: avanti con la protesta, via libera anche ad azioni eclatanti per ottenere il rispetto dei propri diritti. I prossimi appuntamenti: oggi sindacati a colloquio con il gruppo Sel in consiglio regionale, alla presenza anche del sindaco della città metropolitana Massimo Zedda. E domani nuovo sit-in con richiesta di incontro all’assessore alla Sanità Luigi Arru.
L’assemblea. Il primo dato positivo, dicono i rappresentanti sindacali, è l’unità ritrovata. Nella sede della Cgil a Cagliari ieri pomeriggio si sono ritrovati almeno un centinaio di lavoratori: si stava stretti, per questo si è deciso di trasferirsi nella sede della Uil, più spaziosa e in grado di accogliere tutti. A coordinare i lavori i segretari regionali Funzione pubblica Nino Cois (Cgil), Davide Paderi (Cisl) e Fulvia Murru (Uil) insieme agli aziendali Michele Serra (Cgil), Roberto Fallo e Filomena Castangia (Cisl) e Armando Ciosci dell’Usb. Numerosi gli interventi, contenuto fotocopia, unanime condanna «verso un’azienda che fa il bello e il cattivo tempo, che crede di rassicurarci dicendo che a breve pagherà uno stipendio. E tutti gli altri?». Parole poco gentili anche verso la Regione. Nonostante l’impegno e le prese di posizione forti dell’assessore Arru, che più volte ha sollecitato i vertici Aias a pagare gli stipendi, «ancora non è successo nulla. E la circolare alle Asl – dice Michele Serra della Cgil – con la quale si invitavano le aziende ad applicare l’articolo 1676, non ha avuto l’esito sperato. Le aziende hanno timore a erogare gli stipendi perché sono state diffidate dai vertici aziendali. Chiediamo l’assunzione di un atto forte da parte dell’assessore, i tempi della Regione non coincidono con i nostri. Non possiamo aspettare, chiediamo i fatti dopo tante parole».
La protesta. Sabato la manifestazione davanti alla sede Aias dove era in corso l’assemblea dei soci durante la quale è stato approvato il bilancio, da qualche giorno l’occupazione a oltranza delle sedi di Cortoghiana e Domusnovas. Continua anche la sfilata all’Ispettorato del Lavoro: già 200 i dipendenti che hanno presentato denuncia per il mancato pagamento degli stipendi. Tra oggi e domani gli appuntamenti in Regione, poi, se la situazione non dovesse sbloccarsi, i lavoratori sono pronti a occupare anche le sedi delle Asl.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
