Farmacie, l’attesa è finita: 90 nuove aperture
Dopo un blocco di tre anni sembra arrivato all’epilogo il maxiconcorso del 2013. La Regione è autorizzata a procedere seguendo la graduatoria dell’anno scorso
SASSARI. L’attesa è durata tre anni ma dopo 36 mesi di indugi è arrivata una novità che potrebbe riportare il sereno nei rapporti tra i farmacisti sardi e l’assessorato alla Sanità. Ieri sera, infatti, è stato annunciato lo sblocco dalla graduatoria provvisoria che assegnava 90 nuove farmacie. Una lista pubblicata nel giugno del 2015 ma poi cancellata da una sentenza del Consiglio di Stato dopo il ricorso di uno degli esclusi. La genesi della questione risale al 2013 e al maxiconcorso che aveva assegnato la farmacie ai dottori che avevano intenzione di mettersi in proprio. Il bando, infatti, non era aperto chi fosse già titolare di un esercizio di questo tipo.
Il via libera. È una notizia che farà stappare la bottiglia buona a tutti quelli che dal giugno dello scorso anno pregustavano l’idea di aprire un esercizio che, in condizioni normali, poteva solo essere acquistato a cifre non proprio popolari: si parte da un minimo di 500mila euro fino ad arrivare a 2 milioni nelle zone più care d’Italiia. «Il ministero ha appena autorizzato la Regione a sbloccare la graduatoria del 2015 – hanno confermato dall’assessorato alla Sanità della Regione – presto verranno comunicate le modalità che permetteranno il rientro dei 90 che erano entrati nella graduatoria stilata lo scorso anno e che, in alcuni casi, erano pronti ad acquistare o rimodernare i locali.
L’ordine professionale. Saranno contenti i farmacisti iscritti all’ordine che, fino a ieri sera, erano all’oscuro degli ultimi sviluppi comunicati dalla Regione. Roberto Cadeddu, presidente dell’ordine dei farmacisti della province di Sassari e Olbia, aveva chiesto lumi in Regione proprio pochi giorni fa: «Devono fare in fretta – ha ribadito ieri – anche se il procedimento è bloccato da una sentenza del Consiglio di Stato non è normale che si debba attendere tre anni per ottenere il risultato di una graduatoria».
Quello dei 90 farmacisti in stand-by, tuttavia, è solo una parte del problema: «Le sedi aperte dal concorso del 2008 hanno generato alcune situazioni che devono essere chiarite e che provocano un disservizio notevole ai cittadini. All’epoca alcuni farmacisti che operavano, ad esempio, nei piccoli paesi, avevano deciso di spostarsi in città senza che fossero sostituiti. Allo stesso modo, e questo è il caso della farmacia di via Baldedda a Sassari, c’è anche chi ha deciso di cambiare regione e ha chiuso il suo esercizio. Una chiusura che non è stata compensata da una riapertura proprio a causa del blocco del concorsone del 2013. Uno stop che ha causato, e sta causando, tanti problemi ai cittadini, che sono rimasti orfani di un servizio essenziale, e anche ai farmacisti, che hanno dovuto imbastire nuovi turni di lavoro in modo che si potesse coprire la chiusura della farmacia di via Baldedda».
Il futuro. L’autorizzazione a procedere potrebbe sbloccare tutte la situazioni di emergenza ma ci vorrà ancora un po’ tempo e un pizzico di pazienza. D’altra parte, nel resto dello stivale la situazione non è migliore. Anzi. Nel 2012 era stata autorizzata l’apertura di 3mila esercizi ma a distanza di quattro anni quelli che hanno effettivamente iniziato a lavorare sono appena 300. La situazione in Sardegna, invece, racconta di 573 farmacie in affari di cui 238 in provincia di Cagliari, 155 in quella di Sassari, 96 nel nuorese e 84 in provincia di Oristano. Un numero destinato a crescere dopo un’attesa lunga tre anni.
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