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il processo a contini e cellino

La teste: «Lo stadio Is Arenas non era temporaneo»

CAGLIARI. C’era una gran fretta di sbrigare le pratiche perché il Cagliari calcio potesse realizzare il nuovo stadio a Is Arenas. Uno stadio piccolo e funzionale, che nelle intenzioni dichiarate...

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CAGLIARI. C’era una gran fretta di sbrigare le pratiche perché il Cagliari calcio potesse realizzare il nuovo stadio a Is Arenas. Uno stadio piccolo e funzionale, che nelle intenzioni dichiarate dagli amministratori comunali doveva essere una struttura facilmente smontabile. Ma fin dall’avvio delle pratiche, malgrado l’interessamento diretto del sindaco Mauro Contini e dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Lilliu, la responsabile del procedimento Maria Bonaria Vinci s’era accorta che almeno una parte di quell’impianto non sarebbe stata «amovibile e temporanea» come il progetto annunciava: «Rimasi perplessa davanti al disegno della tribuna centrale - ha spiegato la funzionaria comunale davanti al tribunale, rispondendo alle domande dei pm Enrico Lussu e Gaetano Porcu - perché risultava una fondazione di cemento interrata». Altri dubbi si diffusero davanti al progetto dei “funghi” di cemento e alla compatibilità dell’arena con le prescrizioni paesaggistiche. Con l’inchiesta giudiziaria saltarono fuori le conversazioni telefoniche di Massimo Cellino, che parlava di un impianto nato precario ma destinato a diventare definitivo.

L’udienza davanti ai giudici Claudio Gatti, Giorgio Altieri e Alessandra Belelli è durata quasi quattro ore ed è servita a ricostruire il cammino dell’indagine condotta dal nucleo investigativo del Corpo Forestale, partita da presunte violazioni paesaggistiche e poi entrata al municipio di Quartu. La dirigente Roberta Porcu ha riferito al tribunale dei primi passaggi amministrativi dell’operazione, poi finita in un’inchiesta giudiziaria che prese l’avvio nell’autunno del 2012: una cimice installata negli uffici del comune di Quartu rivelò agli uomini del commissario Ugo Calledda che in municipio si lavorava per dirottare parte dei 750 mila euro dei fondi Pia Is Arenas-Serpeddì destinati a lavori pubblici nell’area di Is Arenas su alcune strutture dello stadio, che in base al contratto dovevano essere tutte a carico del Cagliari calcio. Saltò fuori un presunto accordo tra il sindaco Mauro Contini, l’assessore Stefano Lilliu, il dirigente Pierpaolo Gessa (che ha patteggiato la pena) con la regia di Cellino che per l’accusa portò a impiegare 360 mila euro per la recinzione e una cabina elettrica. Gessa confessò nel corso degli interrogatori di aver ceduto alle pressioni del sindaco, dell’assessore Lilliu e anche dello stesso Cellino, che sollecitava la partecipazione del Comune alle spese. (m.l)

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