La Nuova Sardegna

Il Processo per i Veleni di Quirra

La Regione parte civile a metà

Esclusa dalla Consulta dal risarcimento per danni ambientali

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CAGLIARI. La Regione non può chiedere e neanche pretendere «alcun risarcimento per l’inquinamento ambientale provocato nell’eventualità nel poligono del Salto di Quirra». Esclusa la Regione, i giudici della Corte costituzionale hanno confermato invece che «solo lo Stato può avanzare pretese di indennizzo per i danni provocati all’ambiente». Dopo questa sentenza, potrà quindi ripartire il processo nell’aula del Tribunale di Lanusei agli otto generali accusati di aver provocato i «veleni di Quirra». Processo sospeso alla fine del 2014 dopo che gli avvocati della Regione avevano sollevato l’eccezione d’incostituzionalità di un articolo del Testo unico ambientale, che riconosce appunto solo allo Stato, nel caso specifico al ministero dell’Ambiente, «la richiesta di risarcimento». La Regione comunque non sarà esclusa dal processo e rimarrà parte civile per gli altri risarcimenti, danno all’immagine e al patrimonio, presentati a suo tempo. Dopo la sentenza della Consulta, il processo dovrebbe riprendere entro questo mese ed è possibile che sin dalla prossima settimana sia stabilita la data dell’udienza. Anche se prima di tutto il presidente del Tribunale dovrà decidere a quale magistrato assegnare il processo visto che il titolare del fascicolo – Nicola Caschili – nel frattempo è stato trasferito a Cagliari. La sentenza della Corte è stata commentata dall’avvocato Francesco Caput, difensore di cinque degli otto generali sotto processo: «La decisione non mi ha sorpreso. Da sempre ritenevamo infondate le richieste della Regione. Ora, alla ripresa, saremo noi a presentare altre eccezioni». Per l’avvocato di parte civile Marco Pilia, tutela la Coldiretti, la speranza è che «il processo finalmente decolli perché è indispensabile fare chiarezza sull’inquinamento a Quirra e su di chi siano state le responsabilità».

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