Il centrosinistra vuole l’en plein Test anche per Pigliaru e Renzi
Dem e alleati si presentano uniti nei maggiori centri, mentre Forza Italia a Cagliari rinuncia al simbolo Lai (Pd): giudizio indiretto per giunta e governo. Cappellacci (Fi): sono da bocciare a prescindere
SASSARI. Il centrosinistra unito punta al bis nelle grandi città, il centrodestra in ordine sparso prova a riprendersi le sue storiche roccaforti. In mezzo l’incognita a 5 Stelle dei grillini che si presentano in nove comuni e sperano di fare il remake dell’impresa di Porto Torres. Domani l’isola ritorna al voto in 99 comuni. Mezzo milione circa di sardi sono chiamati alle urne per scegliere sindaci e consiglieri comunali. Una tornata elettorale che riguarda anche Cagliari, Olbia e Carbonia. Tre città in cui il centrosinistra è a caccia della riconferma. Un test locale che però inevitabilmente varca i confini comunali e diventa regionale, se non addirittura nazionale.
Pochi big. D’altronde, in questa campagna elettorale i big del Pd, anche se in tono minore rispetto al passato, ci hanno messo la faccia. Lo hanno fatto i ministri Boschi e Delrio a Olbia, lo ha fatto il sottosegretario Lotti a Cagliari. Non si è visto Renzi, e anche Pigliaru ha scelto un ruolo più defilato, ma questo forse proprio per non concentrare tutta l’attenzione su di loro. Ma inevitabilmente il test non potrà essere circoscritto ai comuni.
Test per Pigliaru. Ad ammetterlo è anche uno dei big del Pd isolano, il senatore Silvio Lai. «Per le grandi città al voto sarà innanzitutto un test sulle amministrazioni uscenti, Cagliari e Carbonia che puntano sulla riconferma di Zedda e Casti, Olbia e Villacidro su Careddu e Sollai, un cambio in continuità col passato – spiega Lai –. Ma non si può fare finta che non riguarderà anche governo e giunta regionale. Cagliari e Olbia sono due città su cui la Regione ha investito parecchio e inevitabilmente il voto sarà un giudizio indiretto su Pigliaru e Renzi». E sarà dunque dal risultato di Cagliari, Olbia e Carbonia che dipenderà anche il possibile rimpasto in giunta.
Centrosinistra unito. In questi mesi tribolati per il Pd, alle prese con la condanna e l’addio di Soru e con le solite lotte intestine, il centrosinistra è riuscito nell’impresa di rimettere insieme i cocci e presentarsi unito davanti agli elettori. Con una formazione che guarda più a sinistra che al Partito della Nazione. «A dispetto di quella che appare come una litigiosità interna il Pd ha confermato gli uscenti e con le primarie ha saputo trovare una soluzione dove c’erano problemi – dice ancora Lai –. In quel simbolo, in quella idea nata 9 anni fa c’è lo sbocco definitivo del centrosinistra. E l’orgoglio di appartenere a quella giovane esperienza con radici lontane è sempre molto vivo».
Azzurri divisi. I litigi hanno, invece, pesato fortemente sulla campagna del centrodestra. Con Forza Italia che ha perso pezzi pregiati a Olbia e si è riunita solo in extremis intorno all’ex Massidda a Cagliari. «A Olbia, è vero, abbiamo avuto un po’ di sofferenza a causa dei fuoriusciti – ammette il coordinatore regionale Ugo Cappellacci –, ma a Cagliari siamo uniti. La rinuncia al simbolo vuole essere un ritorno al passato, quando la neonata Forza Italia aveva una forte caratterizzazione locale».
Governo bocciato. L’ex governatore ritiene che il test elettorale abbia una valenza locale, anche perché, a suo dire, il giudizio su Regione e governo non ha bisogno dell’esito del voto. «La giunta è da bocciare su tutti i fronti, dai trasporti alle crisi industriali, all’occupazione. Non c’è categoria che non sia sul piede di guerra. Discorso che vale anche per il governo Renzi. La comparsata di Delrio a Olbia ne è una dimostrazione, è venuto a elencare le cose mai realizzate: dal Mater Olbia alla vertenza Meridiana, ai fondi per il post alluvione».
Campagna anomala. A differenza del centrosinistra, Forza Italia in questa campagna non ha schierato big. Nè Berlusconi, un tempo star delle elezioni di Cagliari e Olbia, nè lo stesso ex governatore. «È una campagna silente, molto concentrata sui social, sui candidati sindaco. Ma se a Olbia dovessimo andare al ballottaggio sarò in prima linea per Nizzi. E lo stesso farò a Cagliari a sostegno di Massidda».
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