Abbanoa, un esposto e condanna del Tar
CAGLIARI. Abuso d’ufficio è l’ipotesi di reato che la Nuova Associazione Torre delle Stelle contesta ad Abbanoa, colpevole - secondo il firmatario dell’esposto-denuncia Francesco Iurato - di «lucrare...
CAGLIARI. Abuso d’ufficio è l’ipotesi di reato che la Nuova Associazione Torre delle Stelle contesta ad Abbanoa, colpevole - secondo il firmatario dell’esposto-denuncia Francesco Iurato - di «lucrare sulla gestione di fatto» del servizio idrico della frazione turistica di Maracalagonis senza farsi carico dei costi. Appena tre giorni fa il Tar ha imposto alla società regionale di assumere formalmente la gestione del servizio, facendosi carico di tutti gli oneri conseguenti e anche della messa a norma degli impianti. Con la sentenza depositata lo scorso primo giugno - presidente Francesco Scano, estensore Marco Lensi - il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato per Abbanoa dall’avvocato Giuseppe Macciotta e ha condannato la società regionale a rilevare la gestione della rete idrica dal comune di Maracalagonis, difeso nel giudizio dall’avvocato Cesare Rombi.
La vicenda al centro della controversia è molto complessa. Per decenni l’acquedotto di Torre della Stelle è stato gestito come un’infrastruttura privata dal condominio del villaggio, una situazione fortemente contestata dai proprietari delle case sfociata in una sequenza ininterrotta di cause e di denunce incrociate tra i privati e l’amministratore del condominio. A partire dal 2009 l’Associazione Torre delle Stelle ha ottenuto dal Tar e successivamente dal Consiglio di Stato sentenze favorevoli, in base alle quali la gestione del servizio idrico doveva essere presa, come stabilisce la legge, dal comune di riferimento, quello di Maracalagonis. È stato poi il sindaco Mario Fadda a chiedere che gestione e costi passassero ad Abbanoa, il gestore unico in Sardegna. Ma la direzione generale della società regionale, malgrado le diffide e le decisioni dei giudici, ha sempre rifiutato di assumere gli impegni dovuti. Uno stato di «inerzia dell’ente» - come scrivono i giudici del Tar - che ha provocato «un rilevantissimo ritardo nell’espletamento degli adempimenti» e «pericolo per la salute pubblica. La rete idrica del villaggio infatti è vecchia, malandata e non dà garanzie sotto il profilo della salute. Ma a rimetterla in sesto, facendosi carico dei costi, per il Tar non dev’essere il comune di Maracalagonis ma Abbanoa, che dovrà garantire fra l’altro «un adeguato controllo sulla potabilità dell’acqua immessa in rete». I giudici hanno stabilito che «non possono essere consentiti ulteriori ritardi nell’affidamento della gestione degli impianti». Come dire che Abbanoa dovrà intervenire subito. Nel frattempo la Procura della Repubblica valuterà il contenuto dell’esposto-denuncia, nel quale si sostiene che oggi gli oneri di gestione sono ancora tutti a carico dei proprietari delle case, mentre gli introiti legati ai consumi finiscono nelle casse di Abbanoa. (m.l)
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