Sipario sull’era Giovannelli: in cinque per la successione
OLBIA. Olbia torna al voto per la scelta dei propri amministratori comunali dopo avere parzialmente sanato le ferite di due alluvioni, novembre 2013 e ottobre 2015. Devastazione di una parte della...
OLBIA. Olbia torna al voto per la scelta dei propri amministratori comunali dopo avere parzialmente sanato le ferite di due alluvioni, novembre 2013 e ottobre 2015. Devastazione di una parte della città, vite umane cancellate. La ricostruzione è stata faticosa, dolorosa. Non del tutto ristorata dagli interventi destinati a superare i danni. Mazzate che hanno anche frenato la dinamiche dell’economia e spento per alcune stagioni la vitalità del turismo, primo polmone della capitale gallurese. Questo appuntamento con le urne arriva come una boccata d’ossigeno: l’occasione per riempirsi di nuovo i polmoni, uscire dall’angosciosa mancanza d’aria di questi anni. La prima necessità di Olbia è una buona amministrazione che sia capace di mettere insieme l’urgenza della sicurezza per il futuro e fissare a terra un telaio solido di rilancio. Con una chiave che accomuna tutti i cinque candidati sindaci: di qui passa lo snodo della ripresa per la Sardegna.
Rischio idrogeologico. Non è casuale se nelle rubriche degli aspiranti alla guida del Comune hanno preso le prime posizioni il piano per affrontare e possibilmente eliminare il rischio idrogeologico e le prospettive di investimento che sono state aperte dal Qatar nella sanità con l’operazione del Mater e nella Costa Smeralda con ipotesi edilizie.
Con molte sfumature, certo, che hanno infuocato la campagna elettorale dei cinque candidati. Carlo Careddu, portabandiera di un centrosinistra che si chiama Coalizione civica e democratica, lo difende con tutte le forze, avendone anche accompagnato la gestazione da assessore dell’Urbanistica e vicesindaco nell’amministrazione uscente guidata da Gianni Giovannelli. Convinto che sia tecnicamente inutile e finanziariamente costoso, lo boccia senza tentennamenti Settimo Nizzi, esponente di Forza Italia, sostenuto da una lista che si presenta con il proprio logo di partito, già sindaco per dieci anni dal 1997 in poi. Lo sottoporrà di nuovo all’esame dei cittadini e comunque alla modifica attraverso una variante, la candidata del Movimento 5Stelle Maria Teresa Piccinnu. Ne rivedrebbe alcuni aspetti Vanni Sanna, sostenuto dall’Alleanza civica per Olbia che strizza gli occhi al centrodestra, mentre non ha dubbi Marco Balata, candidato dell’Altra Olbia e del polo identitario, che lo considera inutile per fronteggiare il rischio idrogeologico e dannoso per l’agro, che verrebbe divorato dagli impianti.
Centralità e turismo. Animi accesi in campagna elettorale anche sul ruolo di Olbia. Tutti richiamano posizioni di centralità da recuperare e potenziare, ma non concordano sulle vie da seguire. Vanni Sanna punta sulla Zona franca, Carlo Careddu mette in rilievo i benefici derivati dal dialogo con Regione e governo nazionale, mentre Marco Balata è severo con le scelte che soprattutto con la legge regionale sugli enti locali hanno penalizzato la città e il territorio, Settimo Nizzi si appella a un’azione congiunta della Gallura e Maria Teresa Piccinnu conta sulla democrazia partecipata (la parola ai cittadini) per le scelte che contano.
Turismo è la parola chiave, il contenitore sul quale tutti i candidati guardano e caricano le grandi aspettative per il rilancio di una città che vuole di nuovo guardare verso il mare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google