La Nuova Sardegna

Un voto per esorcizzare la paura

di Valeria Gianoglio

Fonni, il sindaco Coinu dopo l’attentato ringrazia: i vostri messaggi come carezze

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INVIATA A FONNI. Da un lato, un intenso via vai nei quattro seggi elettorali distribuiti tra centro e periferia, dall’altro il tradizionale movimento di giovani che accompagna da sempre la festa più sentita dalla comunità: la Madonna dei martiri. E nel mezzo, come un pungolo continuo alle coscienze, il pensiero a quell’attentato – la Bmw del sindaco distrutta dalle fiamme – che il giorno prima aveva riportato il paese ai suoi giorni più tristi, fatti di minacce, tensione e intimidazioni.

Non è stata una giornata qualunque, quella di ieri, per Fonni. Solo oggi, il nome del nuovo sindaco si conoscerà con certezza. Ma sin dalla mattina, quando ancora non sapeva come sarebbe andata, il primo cittadino uscente e ricandidato, Stefano Coinu, era in giro tra le strade del paese cercando di scacciare via quelle brutte immagini e sensazioni dell’altra notte, in via Vittorio Emanuele, a pochi passi dal municipio. «Sono qui in paese perché avrei voluto votare anche io – spiega – ma non me lo hanno permesso, perché dicono che le norme sono cambiate e chi non è residente non può votare, anche se è candidato come primo cittadino. Non so bene, ma mi sembrava di ricordare che alla scorsa tornata io avessi potuto votare. Pazienza: un voto non cambierà certo l’esito delle elezioni comunali, ma per me sarebbe stato comunque importante. Il voto è un diritto e un dovere». Qualche ora prima, i pochi minuti che precedevano il suo breve viaggio da Nuoro – dove risiede – a Fonni, Stefano Coinu li aveva spesi scrivendo un post su Facebook carico di gratitudine. «Grazie per la solidarietà di tutti. Grazie perché in certi momenti ogni messaggio è una carezza. Grazie perché tutto ciò ti aiuta a guardare in faccia senza eccessivi sensi di colpa i tuoi cari che, in silenzio, subiscono, spaventati, gli effetti ingiusti delle tue scelte». E ancora: «Vorrei che un domani, al più presto, tutti quelli che decidono di proporsi per amministrare una comunità non siano considerate persone speciali. La nostra e la loro normalità sarà la prova che la direzione è quella giusta».

A voce, poi, ieri mattina lo ripete più volte che lui continua a sentirsi e a volersi sentire un cittadino normale che come altri cittadini del Nuorese è stato colpito da una intimidazione. «Ci ho ripensato a freddo – aggiunge – ma questa cosa non me la so spiegare. Ora posso solo dire che comunque vada a finire, ciò che mi ha fatto davvero piacere, sono stati i tantissimi messaggi di affetto che ho ricevuto. Ognuno di quei messaggi per me è stato come una carezza». Qualche ora prima, durante una delle messe che segnano il programma di riti religiosi per la Madonna dei martiri, il parroco don Antonello Solinas, durante l’omelia, aveva dedicato un pensiero all’attentato di sabato. «Un gesto da condannare che colpisce ciascuno di noi e tutto il paese».

Toccherà ai carabinieri della compagnia di Nuoro capire quale mano si sia mossa l’altra notte nel cuore di Fonni. Ma le indagini partono in salita: in quella via e nelle strade limitrofe non ci sono telecamere o impianti di videosorveglianza.

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