Zedda vicino al colpaccio
Il candidato del centrosinistra a un passo dal successo al primo turno
di Umberto Aime
CAGLIARI
Massimo Zedda potrebbe farcela al primo turno. Nella notte il sindaco uscente del centrosinistra è a un passo dalla soglia del 50 per cento più uno. Se non ci dovesse riuscire, sarà per pochi, pochissimi voti. Non toccasse subito il cielo, dovrà vedersela fra due settimane con il candidato sindaco del centrodestra Piergiorgio Massida. «Siamo ottimisti. Dopo lo spoglio del 10 per cento delle schede, siamo sopra di almeno cinque punti». Manca davvero poco, un nulla per riconquistare il banco. Se l’affluenza alle urne fosse stata la stessa del primo turno nel 2011, oltre il 70 per cento, ieri è stata appena sopra il 60, per Zedda il successo sarebbe potuto arrivare nella notte. «Anche se non fosse così, pazienza», ha detto il sindaco, sempre festeggiato a gran voce dai «ragazzi terribili» che gli sono stati a fianco dall’inizio alla fine della campagna elettorale. «Comunque cominceremo – ha detto – a lavorare all’alba, per continuare nel sogno diventato realtà nel 2011». I molti punti di vantaggio sul possibile avversario del 19 giugno sono in ogni caso un buon margine di sicurezza.
L’ultimo arancione. . Candidato del centrosinistra e non solo del Pd, Massimo Zedda è sempre più un bene da proteggere per chi non sta con Renzi. Se nel 2011, insieme a Giuseppe Pisapia (una sola stagione a Milano) e Marco Doria (in scadenza a Genova l’anno prossimo), Zedda rappresentava la sinistra che guarda davvero a sinistra e non al centro, oggi è rimasto l’unico a portare la bandiera rosso-arancione. In Comune, certo, ma anche alla Regione, dove Sel (o quello che rimarrà fra qualche mese di Sinistra e libertà) è in maggioranza mentre a Roma continua a essere all’opposizione. Dunque, Zedda è un’icona della sinistra anche in campo nazionale, oltre a essere una barriera per chi, come il premier, pensa sempre più al grande partito della Nazione grazie al premio di maggioranza assegnato dalla nuova legge elettorale, l’Italicum.
Con e senza Renzi. Se è vero che in campagna elettorale, Zedda ha preferito non avere vicino non solo il presidente del Consiglio, ma neanche un ministro, a parte la comparsata del sottosegretario Lotti, è anche vero che i rapporti con Renzi sono ottimi. È stato uno dei cinque sindaci delle Città metropolitane a essere inviato, ad aprile a Palazzo Chigi, per l’annuncio del super appalto nazionale della banda ultralarga, con tanto di foto ufficiale alla fine della cerimonia. Poi ancora Renzi l’ha sostenuto quando gli stessi renziani pensavano ad altri pur di dare una lezione a Sel. In via del Nazareno, il segretario liquidò gli altrui dubbi così: «Non ci dobbiamo preoccupare di caselline o casacchine, a suo tempo abbiamo appoggiato Zedda a Cagliari e lo appoggeremo ancora anche se non è del Pd». Da quel momento in poi a nessun Democratico è passato più per la testa di cercare un’alternativa a Zedda, che è stato ricandidato senza dover passare dalle primarie. Resta da vedere quale sarà la posizione del sindaco uscente sul prossimo referendum costituzionale. Sulla revisione della Carta, Zedda non si è ancora espresso, mentre si sa che il suo zoccolo duro, la sinistra appunto, si è schierato con il fronte del No.
L’ex ragazzino. Quando fu eletto per la prima volta sindaco, aveva 35 anni, anche se il suo esordio in politica risale al 2006 sempre alle Comunali di Cagliari. Ma dalla vittoria nel 2011, il vestito della prima comunione, se l’è levato in fretta. Con stile e senza l’arroganza del rottamatore, ha avuto rispetto della vecchia guardia. Che dopo averlo preso in parte sottogamba, è storica la sua vittoria alle primarie – sempre nel 2011 – ai danni del senatore Antonello Cabras (Pd), poi ha capito in fretta che il puledro era diventato cavallo di razza. Da allora in poi Zedda è stato un riferimento per il centrosinistra e forse – se non fosse stato lui a rifiutare – già nel 2014 sarebbe potuto essere il candidato della coalizione alle Regionali poi vinte da Francesco Pigliaru. Oggi la domanda è: Zedda sarà il successore dell’attuale governatore nel 2019? Chissà.
2021. Sempre che non si faccia attrarre prima dalla corsa per la Regione, sarà il 2021 la prossima scadenza elettorale di Zedda. Nell’ultimo comizio alla vigilia del voto ha detto: «Il bilancio di questi anni è sotto gli occhi di tutti, abbiamo rilanciato la città e ci voleva soprattutto coraggio. Ora cosa ci aspettiamo? La metropolitana che dovrà collegare Cagliari con il Poetto e l’area metropolitana. Poi finalmente il nuovo stadio ma senza Città Mercato. Nel 2021, sogno di consegnare ai cagliaritani una città europea e felice».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google