Altri profughi, il sindaco non ci sta
Una quota di 43 in un residence. Carta: «Possibili danni al turismo»
D’AGULTU. Anche la Gallura è stata chiamata a dare il suo contributo nella nuova emergenza migranti. Tra i 390 sbarcati lunedì sera a Porto Torres, 43 sono stati trasferiti in un residence a Trinità d’Agultu. Si aggiungono agli altri già ospitati in una struttura nella frazione di Paduledda. Sognano quasi tutti la Germania, vogliono andare lì a cercare fortuna. Tra i nuovi arrivati ci sono uomini e donne e anche tre ragazzi sicuramente minorenni, ma l’età deve ancora essere accertata. Tra i migranti già controllati 22 provengono dalla Somalia, 3 dal Sudan, 1 dalla Mauritania, 5 dallo Yemen, 7 dall'Eritrea, 2 dall'Etiopia e 1 dall'isola Comore (arcipelago tra il Mozambico e il Madagascar). Sono stati soccorsi a largo delle acque libiche e poi, la destinazione scelta, per la prima volta, è stata Porto Torres. L'arrivo di altri migranti a Trinità d'Agultu è fonte di preoccupazione per il neo primo cittadino di Trinità Giampiero Carta, in municipio da appena tre giorni. «Siamo solidali con chi fugge dalle guerre, con chi attraversa il mare per cercare un riscatto – dice Carta - tutti noi dobbiamo dare una mano a chi ha bisogno». Ma c'è un però: non tutto il peso deve ricadere su singole comunità. Almeno questo è il pensiero dell'amministratore di Trinità d'Agultu. «L’emergenza migranti è un problema collettivo che dobbiamo affrontare tutti insieme. Tutte le comunità devono essere chiamate a fare la propria parte. Il nostro è un paese a vocazione turistica. Abbiamo il timore – aggiunge Giampiero Carta – che la presenza dei migranti possa in qualche modo danneggiare la stagione. Per questo, vorremmo che i migranti venissero ospitati anche in altri centri, anche delle zone interne».
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