La Nuova Sardegna

Nel paese della Barbagia è bufera ma il sindaco non si ferma

di Pier Luigi Piredda
Nel paese della Barbagia è bufera ma il sindaco non si ferma

Dionigi Deledda è stato riconfermato dopo le dimissioni con appena il 26,9 per cento dei votanti Il primo cittadino ha già convocato il consiglio comunale per lunedì: «Ho con me 778 orgolesi»

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ORGOSOLO. Il sindaco è arrivato in Comune di prima mattina. Sereno. Incurante delle polemiche che lo stanno investendo dopo la rielezione. «Sono stato eletto da 778 orgolesi che mi hanno confermato la loro fiducia» ha detto Dionigi Deledda. A lui poco importa se quei 778 “suoi” elettori sono appena il 26,9 per cento degli aventi diritto. Se tre orgolesi su quattro domenica hanno preferito restare a casa anzichè andare alle urne per esprimere la loro preferenza. Nonostante i numeri impietosi, Dionigi Deledda si è riappropriato della poltrona di sindaco che aveva deciso di lasciare nel mese di febbraio quando era stato investito da una bufera giudiziaria senza precedenti. Le dimissioni, sue e di tutti i consiglieri di maggioranza, erano state la risposta alla richiesta della procura della Repubblica che per lui aveva sollecitato l’obbligo di dimora lontano da Orgosolo e per tutti gli altri vari provvedimenti cautelari. Dimissioni presentate quando ancora il gip non si era espresso sulla richiesta del procuratore della Repubblica, Andrea Garau, e del sostituto Andrea Ghironi, titolare delle inchieste sull’allegra amministrazione comunale di Orgosolo portate avanti con caparbietà e grandi difficoltà dagli agenti del commissariato di Orgosolo e della squadra mobile e della Digos di Nuoro. Così, quando il gip le aveva respinte, era successo il patatrac visto che Dionigi Deledda avrebbe anche potuto ritirare le dimissioni entro i canonici 20 giorni, ma i consiglieri no.

Dopo qualche giorno a Orgosolo era arrivato il commissario nominato dalla Regione: Felice Corda. Un esperto dirigente dell’Ente foreste, in pensione, entrato in Comune in punta di piedi, ma che con il passare del tempo si è fatto apprezzare da tutti.

E forse la causa di questa anomala tornata elettorale di Orgosolo sta proprio nell’amore travolgente scoppiato tra gli orgolesi e Felice Corda. Forse, Dionigi Deledda si è sentito defraudato, scavalcato ingiustamente e ha scelto di affrontare la situazione con un atto di forza. Imprevisto. Che ha lasciato tutti di sasso: presentarsi alle elezioni. E non con una, ma con due liste, per non rischiare di cadere sull’ostacolo “quorum”. E così è stato. Con 778 voti, Dionigi Deledda è nuovamente sindaco di Orgosolo. Ma fino a quando? Difficile dirlo. Lui non ha perso tempo e, appena proclamato, ha convocato il consiglio comunale per lunedì 13 giugno.

Nel frattempo, però, stanno andando avanti le indagini della polizia e della magistratura. Gli agenti e i magistrati stanno passando al setaccio tutta la documentazione sequestrata relativa alla presentazione delle liste elettorali. Gli investigatori avrebbero accertato che Deledda insieme ad altri due consiglieri eletti nella sua lista, pochi giorni prima della scadenza si sarebbe presentato in Comune per richiedere una ventina di certificati elettorali. Una prassi irrituale e vietata dalla legge. E le liste sarebbero state presentate senza le necessarie autenticazioni delle firme. Irregolarità e violazioni che sarebbero state ravvisate dalla Procura che starebbe per prendere provvedimenti.

E così il clima sereno che si era instaurato a Orgosolo negli ultimi mesi, dopo la bufera giudiziaria legata a una serie di inchieste su appalti irregolari, è diventato infuocato.

«Il commissario stava lavorando bene» questo il ritornello che si sente per le strade e nei bar di Orgosolo. Ma nessuno si schiera apertamente contro il sindaco appena eletto, forse conscio dell’ormai imminente intervento della magistratura. Di ufficiale in paese c’è solo un documento diffuso dai rappresentanti dell’ex minoranza delle liste “Orgosolo cambia e “Pro sa vidda” che ha un titolo esplicativo sul clima politico in paese: “Le strane elezioni di Orgosolo a pochi giorni dal voto”

«Hanno votato solo 952 cittadini, di cui 778 hanno espresso il loro voto per la lista del sindaco e solo 47 per quella di Santina Cossu e a contorno ci sono 113 schede nulle e 14 bianche – hanno scritto –. Ma il dato più eclatante è che il 73% degli elettori si è rifiutato di partecipare a una consultazione elettorale truccata, che sapeva di farsa. Viene da chiedersi che cosa abbia indotto il nostro sindaco a fare di tutto per assicurarsi nuovamente la poltrona? Una cosa è certa: la storia di Orgosolo non ha mai conosciuto una così bassa partecipazione al voto. Mai gli orgolesi avevano rinunciato ad esprimere il proprio voto disertando le urne in maniera così massiccia. Ma del resto non era mai successo che un sindaco e parte dei suoi amministratori fossero inquisiti per reati penali e illeciti amministrativi. Il risultato del voto è un vero e proprio schiaffo morale degli orgolesi a un’amministrazione che ha dimostrato poca trasparenza e una condotta amministrativa contraddistinta dalla illegalità». (ha collaborato Nino Muggianu)

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