I detenuti ritorneranno presto al lavoro
Avevano abbandonato il sito due anni fa, dopo aver dato un contributo notevole ai lavori degli archeologi dell’università di Sassari. I quattro detenuti che avevano lavorato allo scavo di Mont’e...
Avevano abbandonato il sito due anni fa, dopo aver dato un contributo notevole ai lavori degli archeologi dell’università di Sassari. I quattro detenuti che avevano lavorato allo scavo di Mont’e Prama ritorneranno tra le colline del Sinis non appena partirà il progetto finanziato della Fondazione Banco di Sardegna.
L’annuncio è arrivato direttamente dalla voce del direttore del carcere di Massama, Pier Luigi Farci, che ha anche aggiunto come il progetto che ha portato i detenuti a lavorare nel Sinis possa anche diventare un modello da esportare nel resto d’Italia, soprattutto nel caso in cui ci fossero istituti di pena localizzati nei pressi di siti archeologici.
Ripetere l’esperimento di Mont’e Prama potrebbe diventare una pratica comune a tutto lo Stivale, con la speranza che anche gli esiti possano raggiungere gli standard toccati durante lo scavo del 2014, dove i carcerati i si erano inseriti alla perfezione, al punto da diventare quasi insostituibili. Il livello di attaccamento al lavoro e l’ottimo rapporto che era nato tra gli studiosi e i quattro detenuti di Massama era stato dimostrato dagli stessi archeologi che avevano chiamato i due giganti scoperti durante la campagna di scavo con i nomi di due dei quattro carcerati che lavoravano nel sito. (c.z.)
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