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«Scandalo pecorino romeno»

Sequestro di 4mila forme, Coldiretti protesta. La Regione: vigiliamo

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CAGLIARI. Due giorni fa la Polizia stradale di Pistoia ha bloccato durante un controllo sulla A11 un autotreno con quattromila forme di pecorino, per un valore superiore ai 300mila euro, destinate al mercato della Sardegna. Coldiretti va all'attacco parlando di «scandalo importazione» e chiede maggiore attenzione da parte di tutti gli organi competenti. «È davvero sconcertante e avvilente – denuncia il presidente di Coldiretti, Battista Cualbu – che da una parte si abbassi il prezzo del latte ai pastori per una presunta, mai giustificata con i numeri, sovraproduzione e dall'altra ci sia spazio per formaggio senza etichetta, mal conservato, proveniente dalla Romania che sarebbe stato sicuramente poi venduto come sardo. Il sequestro dei giorni scorsi è davvero una notizia gravissima perché svela un traffico poco chiaro all'interno di un mercato opaco come quello sardo, dove nel 2016 non riusciamo ancora a sapere quanto latte viene lavorato nelle strutture di trasformazione e quanto formaggio viene prodotto»

La Regione, tramite l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi, assicura piena vigilanza.

«I fenomeni di contraffazione alimentare stanno diventando sempre più pericolosi, soprattutto quando colpiscono prodotti che fanno della loro specificità l’elemento di maggior valore – dice la Falchi –. Il nostro compito è quello di dare ogni possibile supporto a chi sorveglia sull’autenticità e la bontà delle produzioni, perché mettano in campo la più forte azione di contrasto».

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